Stage Diving

Dicembre 31, 2007

Ecco, perfettamente in ritardo sulla tabella di marcia mi accingo ad esporre non i miei postulati sui dischi che questo 2007 ci ha donato, non dei superflui corollari riguardanti video, singoli, bandane o magliettine, bensì - come meglio mi compete - i miei ricordi sui concerti e le serate che più mi hanno giovato al cuore negli ultimi dodici mesi.

Menzione speciale per peso specifico meritano tre avvenimenti in particolare.

Il 22, 23, 24, 25 marzo una congiunzione astrale particolarmente favorevole e una imprevedibile concomitanza di disponibilità tra la Cloud, Pier e me + altri partecipanti a questo e quello hanno permesso questo spiedino di serate che ci sfidavano ai due lati dell’A1: LCD Soundsystem a Milano il 22; gli evitabilissimi Ladytron il 23 - ma non potevamo interrompere l’infilata, e poi a una serata al Covo nessuno dice di no; il 24 le Fave (e, bontà loro, i Canadians - è bastato solo questo live perchè tutti ci mettessimo una croce sopra: non dovevano essere molto in forma) ci aspettavano a Villa Serena; e il giorno dopo, domenica, ritorno con una certa fretta a Milano per gli Air all’Alcatraz, non dimenticando le tappe di Sassuolo (in cui pensavamo avessero rapito Garetti e Angelo dal cortile di casa) e Piacenza (per raccattare la Marti), ma soprattutto non dimenticando il diluvio universale che ci ha accompagnato da Modena a Milano e ci ha permesso di provare esperienze inedite ed eccitanti come l’aquaplaning sulla tangenziale di Pc e la parziale cecità su alcuni tratti dell’autostrada - quelli sprovvisti di asfalto drenante. Insomma nessuno ci avrebbe scommesso una cicca ma siamo arrivati sani salvi. Ed è stato bellissimo. Un weekend lungo di ammmore e ammmicizia come pochi.

E poi, il Summercase.
Non posso paragonarlo all’edizione del 2006, che ho trascorso insieme a una delle persone più importanti della mia vita. Non sarei obiettiva.
E anche il cartellone era quasi imbattibile: Daft Punk, Sigur Ros, Primal Scream (uno dei miei concerti preferiti di sempre), New Order, Super Furry Animals, Shout Out Louds, Spinto Band (e riguardandolo leggo anche Trabant! Li avessi conosciuti prima…), Two Gallants, Massive Attack, Fatboy Slim e via andare.
Però quando ho letto, per l’edizione di quest’anno, dell’accoppiata Arcade Fire e 2ManyDjs, ho fatto un salto sulla sedia di un metro e mezzo, ho avuto varie espressioni di tachicardia (sempre per il motivo di cui sopra non ho parlato), ho lanciato qualche urlo e ho prenotato tutto quanto. Già mi bastava.
E poi potevo contare su una compagnia d’eccellenza (a parte la Cloti grande assente giustificata e very missed): Fra, Robi, Pier e Angelo.
Sono tornata su quella spianata sul mare, dopo quello che mi aveva regalato l’anno prima e con il carico di ricordi e speranze che mi portavo dietro, con le pulsazioni sopra la media: e non sono (quasi) rimasta delusa. Non sto neanche a descrivere gli Arcade Fire, che avevo visto 2 giorni prima a Ferrara, sui quali è già stato scritto tutto quanto e anche di più, visto che l’essenziale non si può formalizzare in qualche riga. Chi mi ha visto lo sa, insomma.
I Flaming Lips spacconissimi, esaltantissimi, coriandolosissimi e molto elettrici, e Pier saprebbe raccontarlo con molto più fervore di me; i 2manydjs vagamente deludenti - sarà stato l’essere sotto a un tendone a 840° alle 5 del mattino dopo una giornata di concerti (particolare che preferirei non ricordare: il tendone SGOCCIOLAVA. Della condensa delle esalazioni della gente che c’era sotto. Iabò.), ma i più non hanno resistito… sotto lo stesso incandescente tendone i !!!, il cui successo era direttamente proporzionale al numero delle persone che nonostante la temperatura sculettavano senza pudore: tutti. Gli Air romanticamente prevedibili, gli Editors persi, i Bloc Party riconosciuti per quello che si sentiva dal prato su cui siamo tutti svenuti ad una certa ora, i Gossip abbandonati dopo 3 pezzi (di nuovo, il tendone non aiutava), i Kaiser Chiefs che, come se ci avessero sentiti, hanno aperto con Ogni giorno ti amo meno meno, ossia l’unica cosa che volevamo ascoltare, lasciandoci poi liberi di correre dagli LCD (l’avremmo fatto comunque). E poi Lily Allen in apertura, che ci ha veramente, veramente messo di buon umore, e alla fine i Chemical Brothers, ultimo live del Summercase 2007, che hanno rianimato mille mila persone distrutte dai due giorni facendole saltare sino alle 6 del mattino con un set clamoroso, dei visual giga sugli schermi, spade laser, raggi fotonici, una legna mai vista, pum pum pum eccetera. Quel che ci vuole, insomma.
L’anno prossimo il Summercase sarà il 18 e il 19 luglio, iniziate a segnarvelo.

E infine il Miami, a giugno. Più che per i concerti in sè, per l’affetto che c’era, gli abbracci, i prati, il sole e gli acquisti sconsiderati ai banchetti.

Poi.
Azzarderei, per il resto della lista, una suddivisione tra Dènsflor e Analogico. Anche perchè ho serie difficoltà a mettere i Justice nella stessa cesta dei Gonzo 48k, insomma.

Quindi parto dal DÈNSFLOR.
Al primo, inimitabile, inarrivabile posto metto i 2ManyDjs, il 13 gennaio al Maffia, per i quali ho saltato 4 ore senza fermarmi su dei tacchi altissimi senza sentire il minimo fastidio - e mi sembra indicativo.
Poi i Justice all’Amnesia, il 9 maggio - il GRANDE 9 maggio: il giorno dopo ho vomitato 4 volte, a lavoro. E non è per fare la giovane che si bulla delle sbronze, ma per dire che forse l’oggettività del mio giudizio potrebbe essere stata inibita. Nonostante questo ho ricordi ben precisi della serata e se la Cloud che balla sul cubo può voler dire qualcosa, allora può solo essere una serata riuscita.
Al terzo posto i Goose ai Magazzini, qualche settimana fa. Eccezionali. Li aspettavo da quando li avevo intercettati solo per un paio di canzoni a una festa l’anno scorso, e mi avevano veramente colpito.
Poi i Digitalism all’Hollywood (cos’era, ottobre? novembre?), che possiamo anche ricordare come primo, traumatizzante ingresso del caro Mirko nel mondo delle piste da ballo, e a parimerito i Bloody Beetroots, che son sempre una bomba, all’Assab One per Qoob in novembre.
Ed ancora i 2manydjs sono stati molto, molto ok anche il 29 novembre all’Alcatraz (e con i Soulwax, che abbiamo perso); i Digitalism non troppo, invece, e men che meno il giorno dopo al Vox.
E ultimi, ma solo cronologicamente, ancora i Justice (con i Bloody Beetroots) ai Magazzini il 12 dicembre, tanto attesi e sempre apprezzati, una sicurezza insomma.
So che sembra un elenco più che una classifica ma bisogna riconoscere che il 2007 ci ha regalato dei grassissimi momenti di dènsflor e bisogna ricordarli con affetto!
E sicuramente me ne sto scordando.

Passando all’analogico, in cima posso solo mettere, com’è intuibile, Piazza Castello a Ferrara l’11 luglio, non ripeto chi. Aspettavo quel concerto da troppo tempo, avrei voluto assistervi accanto a una persona che non c’era, o forse c’era, ma non era con me. Quindi forse mi è servito per esorcizzare, non so. Insomma, era una serata vagamente importante per me.

Ricordo con giuoia infinita il megashow di Giustino ad Assago, uno sfizio che dovevo togliermi. Ed è stato bellissimo, il 28 luglio, fare mille mila chilometri insieme alla Sassuolo crew per raggiungere l’Hana-bi a Marina di Ravenna, per mangiare piadine, bere cose estive e ghiacciate, saltare e ballare un sacco sulla sabbia con gli I’m From Barcelona che facevano il loro casino.
E i !!! all’Estragon, per quanto abbiamo ballato.

Non segnalo, ma sono ovvi, tutti i concerti dei K-store e dei Les Fauves. E anche quei due o tre dei Toys Orchestra, degli Ex-Otago e dei Gonzo 48k che ho visto.

E poi un altro migliaio di concerti che non nomino, ma a cui ho voluto bene, e altre cose che non ricordo.
Ho finito, potete respirare.

4 Risposte a “Stage Diving”

  1. Mirko detto:

    mi manca l’aria…

  2. cloudintheocean detto:

    qualcosa da leggere durante tutto il 2008

  3. suppasga detto:

    questo post è stato più pesante di un qualsiasi post di sighi su lo mascarpone

  4. sighi detto:

    minchia è vero!

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