le cronache di milano
Aprile 22, 2008
questo fine settimana ho ben pensato di immergermi nel mood “Salone del mobile”, che si è sempre riassunto nella mia mente con i seguenti fotogrammi:
-molti party con cocktails e musica da densfloor
-tanta creatività
-tanta gente tirata a lucido
ed in effetti le cose non sono andate molto diversamente: giovedi al Pig Party la gioventù nuravercarlettopastoriana si è radunata ai magazzini generali per spintonare allegramente nella fila cercando un metro cubo d’aria per imbottigliarcisi; e una volta dentro spintonare per raggiungere…beh. in realtà non credo che nessuno cercasse di arrivare a nulla dato che era una specie di flusso perpetuo in cui era impossibile fermarsi. fortuna che due rinunciatari in balconata ci hanno permesso di sopravvivere fermamente salde alla ringhiera. a parte il contesto della milano cool, i crookers e i 2many djs in un bel back to back ci hanno fatto sculettare ben bene, con la complicità di un paio di vodka e martini che non bevevo dall’alba dei tempi.grazie gaia, le serate con te non sono mai sobrie.
dopo un panino dal lurido “CON DENTRO TUTTO, TUTTO!!!!” -ma gaia, anche le cipolle e i peperoni?- “TUTTO!”, si torna a casa.
ma no. l’aver visto i party e la gente cool non mi è bastato, in fondo era un party della rivista per cerebrolesi Pig. non un vero party del salone del mobile. ergo, quando leggo della festa di chiusura del salone organizzata da esterni decido che forse questa è un’occasione ghiotta per respirare del design e della creatività spruzzata di modelle anoressiche e maschi gay.
dopo un viaggio in treno accanto a:
-la classica sedicenne che un genitore d’oggi non vorrebbe con mutande in vista (non scherzo, la gonna non le copriva proprio niente, nemmeno quelle cosce da gallina in brodo che si ritrovava) e reggiseno di pizzo all’attenzione di tutti, scarpe col tacco dodici. perfetta per uomini e donne insomma.
-il classico vecchio sbavoso che ogni votla che la classica sedicenne si alzava le guardava sotto la gonna
-l’italiano medio con maglietta di playboy e nell’ipod selezione di Elisa, Eros e Pussycat Dolls
-la ragazzetta hiphop col mac che temeva leggessi quel che stava scrivendo (cosa che sinceramente non poteva tangere il mio interesse nel modo più assoluto) quindi stava su itunes e alzava sempre di più il volume dei mattafix
insomma. dopo tutto ciò arrivo in milano, faccio un’oretta di viaggio sul tram (quelli vecchi che io adoro, se poi hai anche la colonna sonora giusta e c’è il tramonto di una bella giornata di sole la città sembra affascinante) raccolgo amica e collega destinazione via tortona, non prima però di raccogliere anche amici di collega e colleghi di amici di collega insomma. ci ritroviamo in dieci in un monolocale dove la questione da risolvere era se una maglia a maniche corte fosse troppo poco sotto un giubbotto di pelle: ci si appella come sempre a gaia la quale sfoggiava vestitino senza maniche scollato e collana con finto gigafiocco.
-gaia c’è freddo fuori?-
-macchè, ho il fiocco che mi copre!- per fortuna che c’è il fiocco.
dopo questa parentesi durata all’incirca mezz’ora ci ritroviamo a truppa tra i navigli dove si trovava parcheggiato uno yacht. uno yacht, proprio così. ma dannazione, uno yacht in mezzo al naviglio? ah già. ecco la creatività che stavo cercando!
nel mentre scopro che mangeremo qualcosa, al messicano. in questa via tortona che per me provinciale non significa nulla, ma che in realtà è il fulcro del salone del mobile. o almeno, uno dei tanti. faccio amicizia con i colleghi degli amici dei colleghi della gaia e predico piedi nelle fosse a destra e a manca, arriviamo ad un ponte che -a detta dei milanesi- ci porterà nel favoloso mondo del design.
peccato per la fila.
non ho mai agognato il primo scalino di un ponte così a lungo. ma successivamente, tra una fila per entrare in un negozio fichissimo e una fila per vedere dei tappeti (se così si potevano chiamare), inizio a prenderci gusto e a scoprire che anche le file possono diventare interessanti.
come le attese di tre quarti d’ora, e lo spintonare altra gente in attesa di un tavolo per andare in bagno, se poi innaffi la mia persona fisicamente provata di mojiti allora parlo a vanvera. credo di aver parlato molto a vanvera sabato sera, certo che ero convinta che mi si stava ascoltando mi stava SERIAMENTE ascoltando.
in ogni caso.
3 ore e 500 pannocchie dopo ci troviamo di nuovo nella notte milanese indecisi sul da farsi: esterni o tdk? o ddt? o csi? insomma…alla fine è via tortona 35. un luogo ameno pieno di divano a nido e a serpentina rossa, peccato che metà del gruppo era al numero 1. e che dopo 20 minuti i divani non sono più allettanti (tranne uno su cui a mio parere avrei dormito benissimo), a parte una cosa nera..credo un cerbiatto con delle perle al collo per esprimere desideri. che cosa romantica! altro che aladin e il genio della lampada!!!
ma questa festa piena di vips per la chiusura del salone?
ok. capisco che ci stiamo dirigendo alla macchina di un nuovo acquisto della comitiva per recarci al party, e non ci stiamo allenando per la maratona di milano nonostante i chilometri macinati (grazie signore, oggi ho deciso di mettermi comoda). e per addentrarci nel clima saliamo in 7 su una macchina: una performance per celebrare questa edizione del festival.
un vero peccato che alle ore 3.30 la festa fosse finita da un’ora e che l’unica cosa da fare era tornare mestamente a casa pensando al brunch domenicale (che mi ha definitivamente uccisa di diabete).
però ho una fantastica spilletta con la scritta : via tortona che mi servirà come monito per l’anno prossimo. quando tornerò e comodamente mi rimetterò in fila
in compenso questa settimana si torna a piacenza. la triste piacenza che per una volta si da una botta di vita e ospita ex-otago, canadians, my awesome mixtape, kstore, disco drive e chipiùnehapiùnemetta per il WELCOME TO THE JINGLE FESTIVAL, di cui non mi è permesso postare flyer pena lo strangolamento da parte di gaia.
però il mio appello è: io sarò la, chi mi ama mi segua!!!…(coffcoff)
Aprile 22, 2008 a 6:02 pm
Amica sei sopravvissuta al tuo primo salone del mobile
sei contenta??
Aprile 23, 2008 a 12:39 pm
siiiii!!!! poi la spilletta non ha prezzo
almeno so già cosa mi aspetterà l’anno prossimo :D