La Famiglia Brady reloaded

Giugno 27, 2008

Dai, non possono essere veri.

Questi cinque rigurgiti di American Apparel mi fanno venire voglia di tuffarmi in una vasca di varachina per togliermi di dosso la melassa pastellosa che mi hanno spalmato addosso con quei sorrisi beoti e i cardigan rosa. Per poi riemergere e percuoterli tutti con rami di frassino pocciati prima nel vinavil e poi in un cassone di scarti della Bormioli. Secondo me la biondina continuerebbe a ridere lo stesso.

Perdonate l’aggressività, eh.

P.s. Domani parto per la Bulgaria per il fine settimana. Matrimonio di un cugino con donna bulgara. Sperate che non mi rapiscano e mi vendano sul mercato nero… anche se in quel caso finirei comunque in Italia. Il lavoro sarebbe un po’ diverso, certo, ma la paga e gli orari sarebbero sicuramente migliori. Vi saprò dire, insomma. Saluti bulgari!

ADV is burning

Giugno 25, 2008

via Spotanatomy, via a sua volta un altro tizio.

Fig.1: l’Art Director

Giugno 24, 2008

Per chi volesse approfondire la conoscenza di questa curiosa specie animale – di cui mi tocca ammettere di fare parte – ecco un breve ma azzeccato compendio in mp3. Ascoltatelo, è tutto vero.

Citando Marco – amico e collega art (c.v.d.): “Bisognerebbe andare più spesso nei luoghi comuni: ci si trova sempre un sacco di gente!“.

Giugno 23, 2008

La Fallon – agenzia londinese a cui dobbiamo tra le varie cose i capolavori per Sony Bravia, la sfizioseria diabetica di Skoda, e l’orchestrazione perfetta per Sony Walkman – ieri ha vinto il Grand Prix a Cannes con questo.

Ora, sono confusa.
Sono io che sono completamente cretina e ho sbagliato mestiere o a Cannes c’è un’aria un po’ viziata?

Il Grand Prix?

Perchè questo film mi pare – e non mi sento sola nel dirlo – una scempiaggine epica, per non dire una presa per il c**o.

Sarei lieta di ricredermi.

Commenti?

Calma piatta

Giugno 23, 2008

Scusate, ma succede qualcosa a Milano questa settimana? La mia agenda è depressa.

Giugno 20, 2008

Noto solo ora, grazie all’attenta analisi delle statistiche del blog fatta dalla Cloud, che ci sono più e più persone che ci leggono senza manifestarsi. E io che pensavo fossimo in 5, quindi tanto valeva scrivere una volta all’anno. E invece guarda cosa scopro.

Dunque, identificatevi! Noi vi vogliamo bene!

P.s.: (perchè questa è troppo bella per non essere condivisa col mondo. Per il mio compleanno, che sarà domenica, la mia agenzia mi ha regalato questo.

Un crisantemo.

Secondo voi devo preoccuparmi?

Il nuovo video dei Weezer, che hanno fatto tanti album quanti sono i colori dell’arcobaleno (ormai manca solo “The Indaco album”), riprende i clichè più tosti di you tube, dalla marmotta, alla banana danzante, fino alle diet coke+ mentos; per ovvie ragioni mi è tornato in mente il video delle fave che io ed il mio amico (poi regista) ideammo durante un uggiosa serata autunnale più o meno un anno e mezzo fa.

E, senza falsa modestia, il fake youtube-tutorial di Pro Evolution Soccer era un’idea veramente avanti.

Cara kate Moss, Glastonbury ci fa un baffo

Che fosse un mese piovoso era risaputo senza bisogno di dilungarsi. che il Miami fosse il primo weekend di giugno era risaputo da quando è stato inventato.

anche che i kobenhavn store iniziassero alle 8 era risaputo da giorni.

e allora mi chiedo. perchè, partendo alle ore 6 coi minuti contati, se ne devono aspettare altri 40 per una amica (di morosa di amico) che non arriva mai? e che si fa andare a prendere dall’altro capo della città facendoci perdere un’ora direi vitale per arrivare quasi in ritardo al concerto? perchè, mi chiedo, la puntualità è così un difetto grave che nessuno ha? comunque, non si sa come, grazie ad ale riusciamo miracolosamente a fare il tragitto autostradale in 20 minuti.

finchè appena entrati a milano (proprio sul cartello Milano km. 0) ci blocchiamo.

AH, LE CODE IN TANGEZIALE!

AH, L’EBREZZA DI ESSERE UNA MILANESE COME TUTTI COLORO CHE CI CIRCONDANO!

ma il cielo vuole che arriviamo all’ingresso del Magnolia alle ore 20.00. seconda canzone appena iniziata, e una corsa nel fango per arrivare sotto il palco. (cosa credete, devo fare le foto io!).

il concerto è stato uno di quelli degni di nota, e nonostante la pioggia che stava iniziando a cadere c’era abbastanza gente.

con gli a classic education è iniziata la nostra ODISSEA NEL FANGO…cosa ci interessa della piega perfetta ai capelli, cosa ci frega delle scarpe bianche, noi siamo donne implacabili e ci divertiamo senza inoprridire al primo capello fuori posto. alla faccia delle fichettine agghindate d’ogni ben di dio.

ma l’assenza di ombrelli si fa comunque sentire e per bere in santa pace ci rifugiamo (come avevano già ben pensato almeno altre 100 perosne) sotto il tendone dei banchetti, rimanendno incastrate a quello della CANE BAGNATO (nome che ben si addiceva alla situazione). abbiamo così modo di conoscere Gabriel Sternberg milanese cantautore, molto cordiale e gentile. e molto bravo. ascoltatevelo dal link please, non ne rimarrete delusi. noi abbiamo apprezzato moltissimo e siamo riuscite anche a fare compreare il cd a simone kstore. bel bottino per gabriel…5 cd in 15 minuti. e dato che ha il cuore d’oro ci ha anche fatto una piccola dedica a testa…secondo me ci ha prese per 3 ubriache moleste, ma credimi gabriel, non è così.

(in ogni caso vedete la foto sottostante: da sinistra: Gabriel, Simone e Gaia)

…non era così.

ma passiamo agli yuppie flu!

gli yuppie flu, grande amore di un paio di anni fa. grande ritorno sul palco, grandi emozioni dei grandi classiconi come Eyes of dazzling bride, Our nature, better than ever…insomma. meravigliosi. peccato per le nuove che non mi hanno entusiasmato. attendo però di sentirle in cd per capire se ero io da un’altra parte o meno.

meg la salto, anche perchè stavo assistendo a fantastiche scenette di cui vi posto il link ad una splendida foto di Ema!. ema, hai ragione, certe cose ci fanno porre fin troppe domande.

ma!

MA!

arriviamo al momento clù (e parla come mangi!) della serata…dopo una sculettante esibizione dei trabant (fighini, mai sentiti dal vivo ma meritano tutta l’attenzione che hanno): i Bloody Beetroots. io e la gaia aspettavamo di saltare scuotere la testa e muovere il braccino da almeno…ah ma cosa dico! è da dicembre che non vedevo l’ora di rivedere Bob Rifo e Tommy! (io cuoro i bloody beetroots).

non so quanto ho saltato, ma il sabato non sentivo le gambe, non so quanto ero scatenata, ma una tipa ci fotografava in continuazione e vorrei sapere dove sono finite quelle foto.

nel tutto arriva Giovanni dei Chewingum a regalarmi il suo cd, grazie…ah! mi dimentico della Tafuzzi records, il cui promoter ha fatto promozione solo credo a 5 persone tra cui me, la vale, la gaia e la marti.

comunque tornando ai Bloody, il djset è stato talmente travolgente che alle ore 4 il magnolia era ancora intasato, e sinceramente non so in quanti fossero all’interno per il reading di Emidio Clementi. alla fien del tutto salto al collo del BoBie dopo mesi di affetto arretrato, è bello rivedere le persone con cui hai lavorato per mesi e a cui ti eri affezionata un bel pò. proimessa di mantenerci di nuovo in contatto, mantenuta!

alle ore 4 e 30 ci troviamo io, Gaia e Laura di fronte all’ex Rolling Stones a mangiare una piadina col sottofondo di Gabriel Stenberg e circondate da centinaia di tamarretti di periferia dall’età media di 16 anni, in canotta e jeans larghi (gli ometti) e reggiseno, tacchi a spillo e culotte (le SIGNORINE).

poi lamentatevi che vi stuprano (scusate ma facevano paura, semrbavano un branco di puttane al palo 110 della tangenziale).

in ogni caso, è stato molto surreale sentire un pianoforte mentre fuori vedevi ragazzini col catenone e bambine strafatte.

Il sabato inizia molto lentamente, di fatto alle 5 stavamo pranzando. ma ero così cotta, così stanca e provata dalla sera prima, e sul Pertini i concerti erano talmente osceni che ben venga andarmene alle 11 con la marti e paolo.

da segnalare: The Calorifer is very hot! veramente HOt! inizio abbastanza lento, ma poi si riprendono e il concerto 8come il disco) è una favola! anche le loro magliette, peccato per l’assenza di taglie consone.

e gli Annie Hall, concerto decisamente migliore delle ultime volte che li ho sentiti!

dopo acquisti vari su banchetti (in particolare i Fake P di cui parlerò a dovere)…si torna a casa. con manicn (my awesome mixtape) ubriaco e molesto che fingeva di suonare il pianoforte sotto il mio naso.

e ripenso all’anno scorso, al festival della musica bella e dei baci, e non posso che mettere anche questa nel cassetto. dei bei ricordi, ovviamente.

adieu Miami, all’anno prossimo

(cara Kate Moss, come vedi non sei l’unica a fare moda nel fango)

Giugno 12, 2008

Lo so, i Canadians non mi sono mai piaciuti molto. Ho sempre snobbato i loro concerti dopo averli visti una volta, l’anno scorso, a Villa Serena. Che suonassero o meno in una qualche serata mi era indifferente. Ed è così anche per voialtri, a quanto dite.
Tuttavia, sento il bisogno di condividere con il mondo intero la canzone più bella, gioiosa, amorevole, arcobalenata, spiaggiosa e felice che abbia sentito in molti mesi. Che incidentalmente è anche dei Canadians.
Soon soon soon è già canzone dell’estate ancor prima che l’estate inizi, per me. È meravigliosa. Sembra di essere in OC ma senza la droga e i drammi da psicofarmaci. Sembra di essere a un pigiama party coi Beach Boys. Ascoltarla 36946 volte al giorno è la norma da un paio di settimane, e non do segni di cedimento.

Mi sa che al prossimo concerto ci vado.

La dura verità

Giugno 5, 2008