Lo so, i Canadians non mi sono mai piaciuti molto. Ho sempre snobbato i loro concerti dopo averli visti una volta, l’anno scorso, a Villa Serena. Che suonassero o meno in una qualche serata mi era indifferente. Ed è così anche per voialtri, a quanto dite.
Tuttavia, sento il bisogno di condividere con il mondo intero la canzone più bella, gioiosa, amorevole, arcobalenata, spiaggiosa e felice che abbia sentito in molti mesi. Che incidentalmente è anche dei Canadians.
Soon soon soon è già canzone dell’estate ancor prima che l’estate inizi, per me. È meravigliosa. Sembra di essere in OC ma senza la droga e i drammi da psicofarmaci. Sembra di essere a un pigiama party coi Beach Boys. Ascoltarla 36946 volte al giorno è la norma da un paio di settimane, e non do segni di cedimento.
Mi sa che al prossimo concerto ci vado.
Hercules & Love affair
Maggio 1, 2008
devo dire che questo gruppo sta diventando il mio tormento, soprattutto per il loro singolo Blind, che inizialmente non mi piaceva troppo…ma dopo un paio di ascolti non mi stupisco di trovarmi a cantare “Because i feel blind..”. forse anche perchè il testo mi ha colpito, forse perchè in questi giorni mi butto sulle canzoni per non pensare alla vita reale…non so..
però leggetevi il testo, è sinceramente bello. e la voce di Antony and the Johnson per una volta non mi uccide i timpani. si, scusate ma io non riesco a resistere alla sua voce lamentosa, invece qui ci sta a pennello.
per non parlare del video. trasuda sensualità e io lo proibirei nelle fasce protette du mtv, poi si lamentano che i ragazzini lo fanno a 11 anni…oh beh, questa ,per me, è una canzone che gli ormoni non li tiene fermi..però vabbeh…
se poi anche Grazia li mette in classifica settimanale vuol dire che stanno davvero avendo un successone
As a child, I knew
That the stars could only get brighter
And we would get closer
Get closer
Oooooh
As a child, I knew
That the stars could only get brighter
That we would get closer
Get closer
Leaving this darkness
Behind
Now that I’m older
The stars should lie upon my face
When I find myself alone
Find myself alone
Now that i’m older
The stars should lie upon my face
And when I find myself alone
I feel like I
I am blind
Feel it
Feel it
Feel it
Feel it
Like I am blind
I am blind
I wish the stars could shine now
For they are closer
They are near
But they will not present my present
They will not present my present
I wish the light could shine now
For it is closer
It is near
But it will not present my present
It makes my past and future painfully clear
To hear you now
To see you now
I can look outside myself
And I must examine my breath and look inside
Ooooooh
To see you now
To hear you now
I can look outside myself
And i must examine my breath and look inside
Because I feel blind
Because I feel blind
I feel it
I feel it
I feel it
Like I
Like I’m blind
Ooooooh
The movie will
And feel it
Oooooh, I feel it
Feel it
Panic! at the Beatles
Aprile 2, 2008
Dite quel che volete, a me i Panic! at the disco stanno simpatici.
Dopo un esordio che era stato relegato (non si sa bene il perchè) nel calderone emo americano, sfornano un secondo album, Pretty Odd, che potrebbe essere tranquillamente cantato dai Belle & Sebastian, per dire. Metriche, arrangiamenti, niente sembra avere una relazione con quanto di precedente prodotto. Nel suo essere sempliciottamente pop è dannatamente gradevole! Li difendevo allora, li difendo ora a maggior ragione.
[Passatemi questo momento di sconforto.]
Marzo 31, 2008
By my side
You’ll never be
By my side
You’ll never be
Cause I’m fake at the seams
I’m lost in my dreams
And I
I want you to know that I can’t let you go
And you’re never coming home againBy my side
You’ll never be
By my side
You’ll never be
You’ll never beI wanted to tell you I’d changed
I wanted to tell you that things would be different this time
I see you
You see me
Different
I see you
You see me
DifferentlyYou tell me that you love me but you never want to see me again.
Unkle Bob - Swans
Qui.
Si aprano le danze
Febbraio 6, 2008

København Store intervistati su Rockit, che si sbizzarriscono in metafore meteorologiche e calcistiche e ci lasciano con un’epica conclusione:
Quello che sembra mancare oggi è un movimento musicale in grado di segnare una generazione, come in passato è stato il punk o il grunge. È così?
Sì è così. Potremmo risponderti con tanti luoghi comuni come per esempio il fatto che gran parte della musica oggi sia fortemente influenzata da mode fin troppo passeggere e veloci, più concentrata sul “come apparire” che sul contenuto. Ci sono aspetti della società attuale che ci ricordano molto gli anni ’80. Effettivamente allora ci pensarono i punk e l’eroina a rovinare tutta quella facciata. Adesso non sappiamo davvero cosa ci si potrebbe inventare. Ma sicuramente la soluzione è già stata trovata e scritta da qualche blogger.
Amateli. Soprattutto venerdì sera al Covo, e non ve lo dico più.
Hype of the day #2
Gennaio 20, 2008
Per accontentare la Cloud, che un pò di ragione ce l’ha.
THE GHOST FREQUENCY, integrando zombie-tematiche e nu-rave.
come dire, SSDD: stesso schifo, data diversa.
buon anno
Gennaio 2, 2008
e vi dedico questa novella song…a mirko, alla gaia e a sgalla, anzi sgallaklubben.
ovviamente anche a tutti i lettori che oggidì mi chiesero chi fosse il gruppo dal nome impronunciabile.
p.s. volevo mettere il video coi peni pelosi, le tette e le altre immagini piene di doppi sensi, ma siamo in fascia protetta
P.S.: CREDO SIA CHIARO CHE TUTTI DOVREMO IMPARARE QUESTO BALLETTO, QUINDI NON PERDETE TEMPO IN COSE FUTILI TIPO LO STDUIO O LE INIEZIONI A PAZIENTI MORENTI
Stage Diving
Dicembre 31, 2007
Ecco, perfettamente in ritardo sulla tabella di marcia mi accingo ad esporre non i miei postulati sui dischi che questo 2007 ci ha donato, non dei superflui corollari riguardanti video, singoli, bandane o magliettine, bensì - come meglio mi compete - i miei ricordi sui concerti e le serate che più mi hanno giovato al cuore negli ultimi dodici mesi.
Menzione speciale per peso specifico meritano tre avvenimenti in particolare.
Il 22, 23, 24, 25 marzo una congiunzione astrale particolarmente favorevole e una imprevedibile concomitanza di disponibilità tra la Cloud, Pier e me + altri partecipanti a questo e quello hanno permesso questo spiedino di serate che ci sfidavano ai due lati dell’A1: LCD Soundsystem a Milano il 22; gli evitabilissimi Ladytron il 23 - ma non potevamo interrompere l’infilata, e poi a una serata al Covo nessuno dice di no; il 24 le Fave (e, bontà loro, i Canadians - è bastato solo questo live perchè tutti ci mettessimo una croce sopra: non dovevano essere molto in forma) ci aspettavano a Villa Serena; e il giorno dopo, domenica, ritorno con una certa fretta a Milano per gli Air all’Alcatraz, non dimenticando le tappe di Sassuolo (in cui pensavamo avessero rapito Garetti e Angelo dal cortile di casa) e Piacenza (per raccattare la Marti), ma soprattutto non dimenticando il diluvio universale che ci ha accompagnato da Modena a Milano e ci ha permesso di provare esperienze inedite ed eccitanti come l’aquaplaning sulla tangenziale di Pc e la parziale cecità su alcuni tratti dell’autostrada - quelli sprovvisti di asfalto drenante. Insomma nessuno ci avrebbe scommesso una cicca ma siamo arrivati sani salvi. Ed è stato bellissimo. Un weekend lungo di ammmore e ammmicizia come pochi.
E poi, il Summercase.
Non posso paragonarlo all’edizione del 2006, che ho trascorso insieme a una delle persone più importanti della mia vita. Non sarei obiettiva.
E anche il cartellone era quasi imbattibile: Daft Punk, Sigur Ros, Primal Scream (uno dei miei concerti preferiti di sempre), New Order, Super Furry Animals, Shout Out Louds, Spinto Band (e riguardandolo leggo anche Trabant! Li avessi conosciuti prima…), Two Gallants, Massive Attack, Fatboy Slim e via andare.
Però quando ho letto, per l’edizione di quest’anno, dell’accoppiata Arcade Fire e 2ManyDjs, ho fatto un salto sulla sedia di un metro e mezzo, ho avuto varie espressioni di tachicardia (sempre per il motivo di cui sopra non ho parlato), ho lanciato qualche urlo e ho prenotato tutto quanto. Già mi bastava.
E poi potevo contare su una compagnia d’eccellenza (a parte la Cloti grande assente giustificata e very missed): Fra, Robi, Pier e Angelo.
Sono tornata su quella spianata sul mare, dopo quello che mi aveva regalato l’anno prima e con il carico di ricordi e speranze che mi portavo dietro, con le pulsazioni sopra la media: e non sono (quasi) rimasta delusa. Non sto neanche a descrivere gli Arcade Fire, che avevo visto 2 giorni prima a Ferrara, sui quali è già stato scritto tutto quanto e anche di più, visto che l’essenziale non si può formalizzare in qualche riga. Chi mi ha visto lo sa, insomma.
I Flaming Lips spacconissimi, esaltantissimi, coriandolosissimi e molto elettrici, e Pier saprebbe raccontarlo con molto più fervore di me; i 2manydjs vagamente deludenti - sarà stato l’essere sotto a un tendone a 840° alle 5 del mattino dopo una giornata di concerti (particolare che preferirei non ricordare: il tendone SGOCCIOLAVA. Della condensa delle esalazioni della gente che c’era sotto. Iabò.), ma i più non hanno resistito… sotto lo stesso incandescente tendone i !!!, il cui successo era direttamente proporzionale al numero delle persone che nonostante la temperatura sculettavano senza pudore: tutti. Gli Air romanticamente prevedibili, gli Editors persi, i Bloc Party riconosciuti per quello che si sentiva dal prato su cui siamo tutti svenuti ad una certa ora, i Gossip abbandonati dopo 3 pezzi (di nuovo, il tendone non aiutava), i Kaiser Chiefs che, come se ci avessero sentiti, hanno aperto con Ogni giorno ti amo meno meno, ossia l’unica cosa che volevamo ascoltare, lasciandoci poi liberi di correre dagli LCD (l’avremmo fatto comunque). E poi Lily Allen in apertura, che ci ha veramente, veramente messo di buon umore, e alla fine i Chemical Brothers, ultimo live del Summercase 2007, che hanno rianimato mille mila persone distrutte dai due giorni facendole saltare sino alle 6 del mattino con un set clamoroso, dei visual giga sugli schermi, spade laser, raggi fotonici, una legna mai vista, pum pum pum eccetera. Quel che ci vuole, insomma.
L’anno prossimo il Summercase sarà il 18 e il 19 luglio, iniziate a segnarvelo.
E infine il Miami, a giugno. Più che per i concerti in sè, per l’affetto che c’era, gli abbracci, i prati, il sole e gli acquisti sconsiderati ai banchetti.
Poi.
Azzarderei, per il resto della lista, una suddivisione tra Dènsflor e Analogico. Anche perchè ho serie difficoltà a mettere i Justice nella stessa cesta dei Gonzo 48k, insomma.
Quindi parto dal DÈNSFLOR.
Al primo, inimitabile, inarrivabile posto metto i 2ManyDjs, il 13 gennaio al Maffia, per i quali ho saltato 4 ore senza fermarmi su dei tacchi altissimi senza sentire il minimo fastidio - e mi sembra indicativo.
Poi i Justice all’Amnesia, il 9 maggio - il GRANDE 9 maggio: il giorno dopo ho vomitato 4 volte, a lavoro. E non è per fare la giovane che si bulla delle sbronze, ma per dire che forse l’oggettività del mio giudizio potrebbe essere stata inibita. Nonostante questo ho ricordi ben precisi della serata e se la Cloud che balla sul cubo può voler dire qualcosa, allora può solo essere una serata riuscita.
Al terzo posto i Goose ai Magazzini, qualche settimana fa. Eccezionali. Li aspettavo da quando li avevo intercettati solo per un paio di canzoni a una festa l’anno scorso, e mi avevano veramente colpito.
Poi i Digitalism all’Hollywood (cos’era, ottobre? novembre?), che possiamo anche ricordare come primo, traumatizzante ingresso del caro Mirko nel mondo delle piste da ballo, e a parimerito i Bloody Beetroots, che son sempre una bomba, all’Assab One per Qoob in novembre.
Ed ancora i 2manydjs sono stati molto, molto ok anche il 29 novembre all’Alcatraz (e con i Soulwax, che abbiamo perso); i Digitalism non troppo, invece, e men che meno il giorno dopo al Vox.
E ultimi, ma solo cronologicamente, ancora i Justice (con i Bloody Beetroots) ai Magazzini il 12 dicembre, tanto attesi e sempre apprezzati, una sicurezza insomma.
So che sembra un elenco più che una classifica ma bisogna riconoscere che il 2007 ci ha regalato dei grassissimi momenti di dènsflor e bisogna ricordarli con affetto!
E sicuramente me ne sto scordando.
Passando all’analogico, in cima posso solo mettere, com’è intuibile, Piazza Castello a Ferrara l’11 luglio, non ripeto chi. Aspettavo quel concerto da troppo tempo, avrei voluto assistervi accanto a una persona che non c’era, o forse c’era, ma non era con me. Quindi forse mi è servito per esorcizzare, non so. Insomma, era una serata vagamente importante per me.
Ricordo con giuoia infinita il megashow di Giustino ad Assago, uno sfizio che dovevo togliermi. Ed è stato bellissimo, il 28 luglio, fare mille mila chilometri insieme alla Sassuolo crew per raggiungere l’Hana-bi a Marina di Ravenna, per mangiare piadine, bere cose estive e ghiacciate, saltare e ballare un sacco sulla sabbia con gli I’m From Barcelona che facevano il loro casino.
E i !!! all’Estragon, per quanto abbiamo ballato.
Non segnalo, ma sono ovvi, tutti i concerti dei K-store e dei Les Fauves. E anche quei due o tre dei Toys Orchestra, degli Ex-Otago e dei Gonzo 48k che ho visto.
E poi un altro migliaio di concerti che non nomino, ma a cui ho voluto bene, e altre cose che non ricordo.
Ho finito, potete respirare.
arrivo un giorno dopo…
Dicembre 31, 2007
sisi, solo perchè io di dischi migliori non ne ho ancora trovati…non ho avuto il cd che ho ascoltato fino a afarmi tramortire come anni passati…
e poi un sacco di italiani…
quindi
HIT LIST ITALIA
1)Port Royal- Afraid to dance
non solo per il disco. anche il live. assolutamente lacerante, come ci piace a noi tristoni che vogliono sempre soffrire. ottimo, davvero primo posto meritato perchè a me la musica piace così, che ti fa perdere in strani percorsi
2) Beatrice Antolini- Big Saloon
giuro è allegro, scancherato, sembra di andare in alice nel paese delle meraviglie
3) A Toy’s orchestra- Technicolors Dream
il prodottoun pò più multigusto. si va dalle allegre canzoncine alle ballate d’ammore alle canzoni tagliavene.difficile che sforneranno un altro disco così.
4)Ex-Otago- Tanti Saluti
finalmente c’è gente che canta del suo amato can, della sua nonna e delle scale del centro commerciale. folcklore italiano allo stato puro direi, impiastricciato di inglese maccheronico. in sostanza: canzoni che potrebbero esser cantate da tuo nonno la cena di natale
5) Amari_ Scimmie d’amore
mmm. non batte grand master mogol. sono diventati tristi, forse si sono accorti che sono cresciuti, che si stanno (uno di loro) sposando, che non è più tempo di cantare di cazzate ma è tempo un pò di malinconia.
INTERNATIONAL STYLE
bah qui è dura.
li metto a caso, perchè non ne ho avuto uno in assoluto preferito:
AIR, SIGUR ROS, RADIOHEAD (anche se con qualche asterisco)…mmmmmmmm.boh non saprei, forse per la sezione discodens ci metto gli lcdsoundsystem..
peggior tormentone
Umbrella di Rhianna. in tutte le salse, manca solo la versione walzer. non se ne può pi! ella ella ella ellamadonna bastaaaa!
miglior/peggior live
port royal, giardini di mirò e ..lcdsoundsystem con chicca dell’anno soulwax come migliori
disco drive e canadians i peggiori live che nemmeno un gruppo di 15enni piacentini alle prime armi…
perdonatemi questa canzonetta
Dicembre 28, 2007
sebbene la gaia mi ha testè fatto scoprire sti tizi dal nome impronunciabile, ma che ho capito che è fight club in svedese (meno lungo e impronunciabile no è?) oggi è venerdi.
e il venerdi è questa canzone:
I don’t care if Monday’s blue
Tuesday’s grey and Wednesday too
Thursday I don’t care about you
It’s Friday, I’m in love
Monday you can fall apart
Tuesday, Wednesday break my heart
Oh, Thursday doesn’t even start
It’s Friday I’m in love
Saturday, wait
And Sunday always comes too late
But Friday, never hesitate…
I don’t care if Mondays black
Tuesday, Wednesday - heart attack
Thursday, never looking back
It’s Friday, I’m in love
Monday, you can hold your head
Tuesday, Wednesday stay in bed
Or Thursday - watch the walls instead
It’s Friday, I’m in love
Saturday, wait
And Sunday always comes too late
But Friday, never hesitate…
Dressed up to the eyes
It’s a wonderful surprise
To see your shoes and your spirits rise
Throwing out your frown
And just smiling at the sound
And as sleek as a shriek
Spinning round and round
Always take a big bite
It’s such a gorgeous sight
To see you eat in the middle of the night
You can never get enough
Enough of this stuff
It’s Friday, I’m in love
I don’t care if Monday’s blue
Tuesday’s grey and Wednesday too
Thursday I don’t care about you
It’s Friday, I’m in love
Monday you can fall apart
Tuesday, Wednesday break my heart
Thursday doesn’t even start
It’s Friday I’m in love
e stasera si va tutti al vox per gli swayzak.
che a quanto ho capito, conosco solo io (?). ma in ogni caso vox significa amicizia, densflor e per qualcuno tacchinaggio-limone
comunque io e sgalla ,mentre tutti ceneranno e ingrasseranno come i tacchini prima del ringraziamento, guarderemo da fuori sorseggiando vodka e redbull. la bevanda preferita dai nuravers.
p.s.: io non bevo redbull. quindi non so cosa berrò. probabilmente mi limiterò a guardare.
Vengo testè a sapere di un concertino a suo modo clamoroso che si terrà domani sera al Bronson, al quale per difficoltà logistiche non riusciremo a partecipare a meno che non salti fuori un qualche zio romagnolo che ci offra ospitalità e vin brulé.
Sto parlando dei Slagsmålsklubben, che si definiscono “6 men with analogue synths”, vengono dalla Svezia (strano) e, come direbbe qualcuno, sbombeggiano: non so se voi ci siate rimasti sotto come me ma ad ascoltarli mi pare di stare saltando da una piattaforma all’altra scappando da un drago ciccione sparabolle in una partita di Bubble Bobble sul Game Boy.

Se qualcuno sta leggendo dai dintorni di Ravenna, consideri questo post un auto-invito a casa sua, domani sera.
Suonano anche stasera a Pescara, e per S.Silvestro a Verona: altrettanto scomodo, porca l’oca.
Video!
Sga’s Judgement
Dicembre 24, 2007
1) Modest mouse – We were dead before the ship even sank

Semplicemente, la migliore band indie-rock americana di sempre. Coi Modest Mouse ho iniziato a muovere i primi passi in una certa direzione, e non mi importa se vengono accusati di essere diventati commerciali. Questo album disintegra culi, esattamente come tutti gli altri. Eterni.
2) Arcade fire – Neon bible
Io non credo che Neon bible sia un disco imprescindibile, soprattutto se rapportato a un mostro sacro come Funeral. Ma il secondo posto è il posto più basso che potrebbero occupare gli Arcade Fire con qualsiasi uscita. Anche se Win Butler si mettesse a registrare le proprie scorregge aggiungendo qualche coretto in sottofondo.
3) Beirut – The flying club cup
![]()
Non avrà avuto l’impatto che ebbe su di me Gulag orkestar, ma se Zach Condon si poteva bissare, non avrebbe potuto farlo meglio.
4) Amari – Scimmie d’amore

Qui si va sul personale. Dite quello che volete, quelli degli amari sono dei piccoli inni generazionali che ci si ritrova a canticchiare in macchina, sotto la doccia, prima di addormentarsi. Lo attendevo, e non ha tradito.
5) Ex – Otago – Tanti saluti

Vi dico la verità: non li ho visti live, e mi stanno, a pelle, pure un po’ sui maroni. Ma questo album è la cosa italiana migliore uscita negli ultimi – la sparo grossa – 5 anni. Punto.
6) Digitalism – Idealism

Il miglior album di elettronica a mio parere uscito quest’anno. Che scivola via liscio come se fosse un album di rock’n’roll. Peccato per il live, uno dei più deludenti.
7) Justice – Cross

La piccola delusione per un album che non regge in tutti i suoi punti, è compensata da tutto ciò che i justice rappresentano. Nel giro di un anno hanno messo sotto sopra la scena dance mondiale. È vero, c’è tanta immagine, ma c’è anche tanta sostanza. Amen.
8) Trabant – Music for losers

La sorpresa che non ti aspetti. Un piccolo regalo made in Italy che mi ha fatto Dicembre, all’ultimo momento, e che continuo gioiosamente a condividere con chiunque mi capiti. 35 minuti tirati, onesti e senza un solo calo di tensione.
9) Sunset rubdown – Random spirit lover

Di loro ho già detto qui, ed è inutile ripetersi. Se non sono più in alto, è solo colpa mia che non ho sempre le orecchie pronte ad accogliere le complesse trame di Spencer Krug e soci. In ogni caso, chapeau, chapeau, chapeau.
10) Fall out boy – Infinity on high

Gli scheletri nell’armadio. Uccidetemi, e fatemi soffrire mentre lo fate. Cosa volete, quando ho pensato alla decima posizione e mi è caduto l’occhio sui FOB, mi son reso conto che comunque ho passato l’intera estate ascoltandoli, e mi è pure piaciuto farlo.
Top 3 singoli
1) The teenagers - Homecoming
“On day 2, I fucked her. It was wild. She’s such a slut”
2) Justice – D.A.N.C.E.
“Under the spotlights neither black nor white, it doesn’t matter, do the dance”
3) Von Sudenfed – Fledermaus can’t get enough
Best video
Justice – D.A.N.C.E.
Top 3 live
1) Justice @ Vox
2) !!! @ Estragon
3) Modest mouse @ Estragon
Premio ciofeca
Canadians – A sky with no stars
(commento di Richard Benson)
I Canadians rappresentano il criccume indie nostrano più marcio, il ripetersi di una formula che ormai ha stancato pure i muri del Covo (ed è dura eh), il protrarsi nauseante di una autocelebrazione che accompagna purtroppo la maggior parte delle uscite della “scena” italiana. Leccaculismo sfrenato, o semplicemente INCAPACITà di giudizio e di critica. I canadians sono stati incensati da mezza Italia, ho sentito parlare di NOVITà, di ORIGINALITà, di FRESCHEZZA.
Allora.
Già una band che si chiama “ canadesi” e si presenta ai live con la bandiera dalla foglia d’acero sullo sfondo, è qualcosa di semplicemente ridicolo.
Ma chissenefrega, direte, è la musica che conta.
La musica. Un susseguirsi di pezzi sciatti, senza tiro né personalità. La noia fatta musica.
E no, i Canadians non li conosco e non c’è niente di personale nelle mie parole. E non ce l’ho con loro, che voglio dire, fanno il proprio lavoro, mica tutti sanno tirare giù l’inizio di Yellow dei Coldplay, postrockizzarlo e piazzarlo all’inizio di metà delle tracce dell’album. Ce l’ho con quello che ho sentito dire su di loro, che continua a stupirmi e a stuprarmi ogni giorno del 2007.
E tagliatevi la barba, cristo.
Sunset Rubdown - Random spirit lover
Novembre 17, 2007

Questa recensione - che non è una recensione - non è per tutti.
Anno del signore 2005.
Sotto Sub Pop, e con la produzione di nientepopodimeno che Isaac Brock dei Modest mouse, esce quello che sarebbe stato, a detta della maggior parte degli indiebloggers del tempo, uno dei migliori dischi di quell’anno, e non solo. Si chiama Apologies to the queen Mary, e a suonarlo sono i Wolf parade, band canadese capeggiata dal tastierista/voce Spencer Krug. Tuttavia, proprio in quell’anno fanno capolino dalle stesse terre nordamericane certi Arcade fire, che con il loro Funeral adombrano completamente il (capo)lavoro suddetto; i due gruppi infatti condividono alcune sonorità, e va da sè che i Wolf parade diventano una sorta di fac-simile e cadono nel gigantesco dimenticatoio dell’indie di nicchia che non riesce a far breccia. Non per niente i Wolf Parade si formano nel 2003 proprio per un invito rivolto dagli stessi Arcade fire a Krug per aprire i loro concerti nel Us kids know tour.
Peccato che in molti, in troppi, non abbiano allora capito l’enorme diversità che caratterizza i due lavori citati: Funeral è una produzione corale, frutto di un collettivismo musicale, mentre Apologies… è la creatura di un singolo genio, dalle cui tastiere sgorgano intrecci azzardati ed a volte improbabili, ma profondi da lasciare segni indelebili. Si, la mente, ed anche la voce tremante di Spencer Krug è fatta di tasti bianchi e neri che si fondono e sparano senza filtri.
E a prova di questo, scopro un anno più tardi Shut up, i’m dreaming di Sunset Rubdown, seconda uscita per il progetto semi-solista dello stesso Krug in cui fuoriesce in tutta la sua potenza il suo genio creativo, nel bene per alcuni e nel male per molti. Ma non è finita qui, visto che Krug è anche parte integrante del trio Swan Lake (insieme a Carey Mercer - Frog Eyes -e Daniel Bejar - Destroyer, The New Pornographers -) e dei Frog Eyes.
E così arriviamo ai giorni nostri, in cui esce Random spirit lover , che conferma la spaventosa produttività di Krug e il fatto che Sunset Rubdown è ormai diventato, con 3 album ed 1 EP all’attivo, il progetto di punta del musicista di Montreal. La ricetta non cambia di una virgola, anzi si arricchisce nella stessa direzione, con immagini sempre più psichedeliche e atmosfere fantastiche, nel vero senso del termine. Le note e la voce di Spencer creano veri e propri mondi alternativi, in cui il reale e l’onirico si fondono; si passa da temi simil-celtici a isteriche escursioni elettriche, da melodiche fanfare carnevalesche a ballate compassate. I testi disegnano immagini potenti e surreali, con personaggi che sembrano uscire da un quadro di Hieronimous Bosch.
Se ne astengano i patiti della melodia a tutti i costi e dei coretti alla Arcade fire. Si tratta di esperienza sonora, non di semplice produzione discografica. Si tratta di una esperienza personale e intima, non adatta alle corde emozionali di tutti.
Si tratta, soprattutto, di uno dei pochi geni, musicalmente parlando, degli anni 2000.
–> (mp3) Sunset Rubdown - Up on your leopard, upon the end of feral days (From Random spirit lover)
Sunset Rubdown - Stadium and shrines II , live in Chicago
L’ultimo arrivato # 2
Novembre 16, 2007
No, non ha fatto una cover di Umbrella (ma non è detta l’ultima parola).
E, purtroppo, non ha neanche un gabbiano impagliato ad accompagnare le sue performance (ma anche qui, non ci giurerei).
Fatto sta che è svedese, pure lui.
Boy Omega sarà al Vibra della nostra(mia) bene(male)amata Modena, domani sabato 17 novembre 2007.
La notizia la leggo oggi sul sito del locale stesso, fiducioso di trovare una qualche interessante novità che mi possa scrollare di dosso, come è avvenuto egregiamente nelle ultime settimane (e negli ultimi anni ing enerale) la fatica o meglio l’apatia forzata della settimana. Perchè il Vibra non è l’Oasis, come qualcuno ha giustamente detto, ma almeno è qualcosa, e ci si conosce tutti.
E guarda te chi trovo? questo baldo giuovine (inizio a usare espressioni Gaiesche, e me ne preoccupo) che non conosco, con all’attivo ben 3 album, e che alla prima traccia ascoltata mi lascia già come un bambino quando dal pullman della colonia estiva inizia a intravedere le montagne russe di Mirabilandia.
Subito mi è venuto in mente Bright eyes,e forse un pizzico di Ed Harcourt, ma è troppo presto per giudicare.
Saluti
L’ultimo arrivato…
Novembre 15, 2007
…nella grande e felice famiglia dei remake di Umbrella, dopo lo spacconissimo remix dei VNDLSM, il live di Tegan and Sara (yo), i Vanilla Sky che con quel video hanno aperto le mie linee difensive e ora mi stanno pure simpatici, la penosa imitazione dei Plain White T’s (che non merita nemmeno un link) e varie altre migliaia (anche Patrick Wolf ci è cascato) è Montt Mardié, un marcantonio svedese che ci regala questa perla riarrangiata in lingua vichinga e accompagnata da un piano elettrico affatto commovente e da un gabbiano imbalsamato, vero protagonista del video.
Enjoy (o no).