per chi non leggesse MAI il mio blog cloudintheocean, vi riporto le perle migliori qui.

ovviamente.

cronache dal Pop Circus

devo ammettere che4 l’inizio giornata non è dei più esaltanti: mi sveglio stanca e coi maroni girati, e col caldo assurdo di un weekend di inizio luglio non ci penso nemmeno a rispondere NO ad andare nella fresca milano per le 4 di pomeriggio.

ma la line up già scarna poco concede all’abbronzatura: alle 6 suona l’unico gruppo interessante e quindi si fanno su baracca e burattini e si parte per Le jardin au bord du lac.

arriviamo verso le 6 dopo una tappa in autogrill e due birre in lattina dalle marche più improbabili. ovviamente tempo di arrivare a linate erano calde.

costo di ingresso: 20 euro. che cista, ma anche no dato che le long blondes avevano dato forfait da mò.

costo per dissetarsi: 5 euro una birra. che ci sta, ma anche no, dato che a duecento metri il magnolia offre cocktails spezzagambe a soli 5 euri. sempre per non ricordarci del miami.

e 10 euro un cocktail. il che mi porta a ripensare a ciò che ho sopra scritto.

nemmeno l’acqua era consona a tasche di studentesse/stagiste squattrinate.

in ogni caso, decidiamo di evitare di bere a meno che non fosse vitale.

ma parliamo dei concerti.

le those dancing days hanno appena preso la patente probabilmente, e sembrano le sorelle minori delle Au revoir simone. a livello tecnico niente di strabiliante ma lei ha una bella voce, poi sono giovani hanno voglia di fare e soprattutto si nota che le prime a divertirsi sono loro. loro e io e la vale a sentire i commenti degli adolescenti butterati che ne urlavano di ogni. dal ti amo a belle fighe ad altro.

in ogni caso ecco i documenti fotografici di queste giovani donne dalle gambe ancora lisce, che potete trovare come sempre anche qui.

dopo l’unica performance per cui eravamo venute è giunto il momento dello svago:

si mangiano calippo ( a soli 3 euro!)

…si prende una birra deridendomi perchè le presenti nella fotografia sottostante sono tutte ree di essere tornate col loro ex moroso (tranne una che si salva giustificazione: semi-pausa…vero stella????)

ma io NON DESISTO. AH-AH tengo alta la fede delle single in barba a voi felici donne rifidanzate.

e ridendo e scherzando ci perdiamo un paio di gruppi, di cui tra parentesi non ricordo nemmeno il nome.

ma non perdiamo i Good Shoes. il cui cantante sembra il fratello minore di Jack Black. e il chitarrista il fratello minore di un Blur. in sostanza, più che pop circus quesata è una parata di piccoli sosia.

i good shoes iniziano instabili ma poi il concerto si rivela carino. ma tanto io e stella eravamo più impegnate in balletti veramente imbarazzanti durante l’intermezzo di cambio palco, di cui FORTUNATAMENTE non possiedo prove fotografiche.

sul volantino si affermava che verso le 8 ci sarebbe stato un lauto aperitivo che avrebbe saziato tutte le bocche poco capienti degli ossuti indie milanesi.

ma, carramba che sorpresa! quando il cibo è gratis anche le modelle di american apparel mangiano.,

e come se mangiano!

i vassoi si svuotavano con tanta rapidità che abbiamo iniziato a domandarci se non fossero semplici illusioni ottiche provocate dai morsi di zanzara cresciuta nell’idroscalo (che è notoriamente più grande, affamata e infame di una comune zanarina che trovi in provincia).

ma loa stella ha un foglietto su cui ha scritto IL NOME. ovvero, qualcuno che avrebbe dovuto farci diventare vips…ma il biglietto col Segreto non serve, dato che p’er diventare VIP basta soltanto sedersi ad un tavolino ed esclamare: “ah, è già finito tutto!”

che all’improvviso appare un omone il quale, probabilmente affascinato dalla Laura, ci fa portare un vassoio di pasta. solo per noi.

provvedendo ad allontare glialtri avvoltoi agghindati alla Morrisey e company.

ci sentiamo talmente vips da fotografarci e firmarci autografi a vicenda, addirittura a piedi scalzi

un documento della gioia della gaia che parla di argomenti vip al tavolo vip

e così ci troviamo a degustare focaccine alle acciughe e pasta al peperonicno.

maledetti.

cosa non fanno per farti bere.

ma! nonstante la bocca infuocata per almeno un altro quarto d’ora non si beve.

ma arriva anche il momento in cui tutti ci abbandonano per andare a parco lambro a sentire i Pelussje, ma avendo speso 20 euri io e la vale da lì non ci schiodiamo.

almeno i rakes dannazione.

almeno il djset dei New Young Pony Club.

nel mezzo ci incastro un’inverosimile intervista in inglese sul futuro della musica indie a milano…AH-AH! che novità dire che è soltanto una moda per rendersi ridicoli ed imbarazzanti.

le prove viventi pascolavano accanto a me: dal ragazzo imitante madonna alla donna poliziotta sexy (peccato non le si addicesse per nulla anzi), alla straalternativa dai collant strappati (UH_UUUUH) al tizio vestito a modi safari. peccato che il saphary festival fosse duecento metri indietro, al magnolia. e sarebbe stato in ogni caso ridicolo.

non contando insomma la classica sfilata di maschere carnevalesche ascoltiamo i The Rakes, assiema a Patrick 8collaboratore esterni) e un suo imabarazzante amico che sapeva soltanto dire “ma tu fumi? fumiamo?” e non si accorge nemmeno che delle inglesi strafatte ubriache gli si lanciavano addosso.

forse la sua unica occasione nella vita per toccare una donna perduta per del fumo. bravo locco.

beh insomma.

i rakes in tutto ciò mi fanno danzare e danzare, e nonostante lui si muova come il sorre, e si vesta esattamente uguale provocandomi spasmi di ilarità acuta, ho apprezzato il live e la simpatia delle sue battute con cui intratteneva noi pubblico saltellante.

e poi aveva una maglia I LOVE CATS per cui gli avrei stretto la mano. vediamo se farà moda tra i rimstai deglianni 80 milanesi

mentre le zanzare banchettano con i miei piedi nonostante una dose di aulin portataci da uno stuntman al tavolo fintovip il concerto finisce.

e inizia un’ignobile djset london loves. talmente bello e danzereccio che non aspettiamo nemmeno i new young pony club e scappiamo a casa.

con una domanda in testa: ma circus era per le attrazioni viventi che potevi fotografare ma non toccare?

La Famiglia Brady reloaded

Giugno 27, 2008

Dai, non possono essere veri.

Questi cinque rigurgiti di American Apparel mi fanno venire voglia di tuffarmi in una vasca di varachina per togliermi di dosso la melassa pastellosa che mi hanno spalmato addosso con quei sorrisi beoti e i cardigan rosa. Per poi riemergere e percuoterli tutti con rami di frassino pocciati prima nel vinavil e poi in un cassone di scarti della Bormioli. Secondo me la biondina continuerebbe a ridere lo stesso.

Perdonate l’aggressività, eh.

P.s. Domani parto per la Bulgaria per il fine settimana. Matrimonio di un cugino con donna bulgara. Sperate che non mi rapiscano e mi vendano sul mercato nero… anche se in quel caso finirei comunque in Italia. Il lavoro sarebbe un po’ diverso, certo, ma la paga e gli orari sarebbero sicuramente migliori. Vi saprò dire, insomma. Saluti bulgari!

Calma piatta

Giugno 23, 2008

Scusate, ma succede qualcosa a Milano questa settimana? La mia agenda è depressa.

Giugno 20, 2008

Noto solo ora, grazie all’attenta analisi delle statistiche del blog fatta dalla Cloud, che ci sono più e più persone che ci leggono senza manifestarsi. E io che pensavo fossimo in 5, quindi tanto valeva scrivere una volta all’anno. E invece guarda cosa scopro.

Dunque, identificatevi! Noi vi vogliamo bene!

P.s.: (perchè questa è troppo bella per non essere condivisa col mondo. Per il mio compleanno, che sarà domenica, la mia agenzia mi ha regalato questo.

Un crisantemo.

Secondo voi devo preoccuparmi?

Cara kate Moss, Glastonbury ci fa un baffo

Che fosse un mese piovoso era risaputo senza bisogno di dilungarsi. che il Miami fosse il primo weekend di giugno era risaputo da quando è stato inventato.

anche che i kobenhavn store iniziassero alle 8 era risaputo da giorni.

e allora mi chiedo. perchè, partendo alle ore 6 coi minuti contati, se ne devono aspettare altri 40 per una amica (di morosa di amico) che non arriva mai? e che si fa andare a prendere dall’altro capo della città facendoci perdere un’ora direi vitale per arrivare quasi in ritardo al concerto? perchè, mi chiedo, la puntualità è così un difetto grave che nessuno ha? comunque, non si sa come, grazie ad ale riusciamo miracolosamente a fare il tragitto autostradale in 20 minuti.

finchè appena entrati a milano (proprio sul cartello Milano km. 0) ci blocchiamo.

AH, LE CODE IN TANGEZIALE!

AH, L’EBREZZA DI ESSERE UNA MILANESE COME TUTTI COLORO CHE CI CIRCONDANO!

ma il cielo vuole che arriviamo all’ingresso del Magnolia alle ore 20.00. seconda canzone appena iniziata, e una corsa nel fango per arrivare sotto il palco. (cosa credete, devo fare le foto io!).

il concerto è stato uno di quelli degni di nota, e nonostante la pioggia che stava iniziando a cadere c’era abbastanza gente.

con gli a classic education è iniziata la nostra ODISSEA NEL FANGO…cosa ci interessa della piega perfetta ai capelli, cosa ci frega delle scarpe bianche, noi siamo donne implacabili e ci divertiamo senza inoprridire al primo capello fuori posto. alla faccia delle fichettine agghindate d’ogni ben di dio.

ma l’assenza di ombrelli si fa comunque sentire e per bere in santa pace ci rifugiamo (come avevano già ben pensato almeno altre 100 perosne) sotto il tendone dei banchetti, rimanendno incastrate a quello della CANE BAGNATO (nome che ben si addiceva alla situazione). abbiamo così modo di conoscere Gabriel Sternberg milanese cantautore, molto cordiale e gentile. e molto bravo. ascoltatevelo dal link please, non ne rimarrete delusi. noi abbiamo apprezzato moltissimo e siamo riuscite anche a fare compreare il cd a simone kstore. bel bottino per gabriel…5 cd in 15 minuti. e dato che ha il cuore d’oro ci ha anche fatto una piccola dedica a testa…secondo me ci ha prese per 3 ubriache moleste, ma credimi gabriel, non è così.

(in ogni caso vedete la foto sottostante: da sinistra: Gabriel, Simone e Gaia)

…non era così.

ma passiamo agli yuppie flu!

gli yuppie flu, grande amore di un paio di anni fa. grande ritorno sul palco, grandi emozioni dei grandi classiconi come Eyes of dazzling bride, Our nature, better than ever…insomma. meravigliosi. peccato per le nuove che non mi hanno entusiasmato. attendo però di sentirle in cd per capire se ero io da un’altra parte o meno.

meg la salto, anche perchè stavo assistendo a fantastiche scenette di cui vi posto il link ad una splendida foto di Ema!. ema, hai ragione, certe cose ci fanno porre fin troppe domande.

ma!

MA!

arriviamo al momento clù (e parla come mangi!) della serata…dopo una sculettante esibizione dei trabant (fighini, mai sentiti dal vivo ma meritano tutta l’attenzione che hanno): i Bloody Beetroots. io e la gaia aspettavamo di saltare scuotere la testa e muovere il braccino da almeno…ah ma cosa dico! è da dicembre che non vedevo l’ora di rivedere Bob Rifo e Tommy! (io cuoro i bloody beetroots).

non so quanto ho saltato, ma il sabato non sentivo le gambe, non so quanto ero scatenata, ma una tipa ci fotografava in continuazione e vorrei sapere dove sono finite quelle foto.

nel tutto arriva Giovanni dei Chewingum a regalarmi il suo cd, grazie…ah! mi dimentico della Tafuzzi records, il cui promoter ha fatto promozione solo credo a 5 persone tra cui me, la vale, la gaia e la marti.

comunque tornando ai Bloody, il djset è stato talmente travolgente che alle ore 4 il magnolia era ancora intasato, e sinceramente non so in quanti fossero all’interno per il reading di Emidio Clementi. alla fien del tutto salto al collo del BoBie dopo mesi di affetto arretrato, è bello rivedere le persone con cui hai lavorato per mesi e a cui ti eri affezionata un bel pò. proimessa di mantenerci di nuovo in contatto, mantenuta!

alle ore 4 e 30 ci troviamo io, Gaia e Laura di fronte all’ex Rolling Stones a mangiare una piadina col sottofondo di Gabriel Stenberg e circondate da centinaia di tamarretti di periferia dall’età media di 16 anni, in canotta e jeans larghi (gli ometti) e reggiseno, tacchi a spillo e culotte (le SIGNORINE).

poi lamentatevi che vi stuprano (scusate ma facevano paura, semrbavano un branco di puttane al palo 110 della tangenziale).

in ogni caso, è stato molto surreale sentire un pianoforte mentre fuori vedevi ragazzini col catenone e bambine strafatte.

Il sabato inizia molto lentamente, di fatto alle 5 stavamo pranzando. ma ero così cotta, così stanca e provata dalla sera prima, e sul Pertini i concerti erano talmente osceni che ben venga andarmene alle 11 con la marti e paolo.

da segnalare: The Calorifer is very hot! veramente HOt! inizio abbastanza lento, ma poi si riprendono e il concerto 8come il disco) è una favola! anche le loro magliette, peccato per l’assenza di taglie consone.

e gli Annie Hall, concerto decisamente migliore delle ultime volte che li ho sentiti!

dopo acquisti vari su banchetti (in particolare i Fake P di cui parlerò a dovere)…si torna a casa. con manicn (my awesome mixtape) ubriaco e molesto che fingeva di suonare il pianoforte sotto il mio naso.

e ripenso all’anno scorso, al festival della musica bella e dei baci, e non posso che mettere anche questa nel cassetto. dei bei ricordi, ovviamente.

adieu Miami, all’anno prossimo

(cara Kate Moss, come vedi non sei l’unica a fare moda nel fango)

La dura verità

Giugno 5, 2008

Gaia
F quand’è che torni a trovarci??

F V
boh non saprei
c’è un regalo?

Gaia

è rosso e si muove
cos’è?

F V
una ferrari?

Gaia
quasi
non ha le ruote

F V
una ferrari rubata?

Maggio 14, 2008

Vedere 15 persone al concerto degli Slagsmälklubben ieri sera è stata la prova che i milanesi non capiscono una fava. E che per la Casa 139 il concetto di promozione è il più oscuro dei misteri di Fatima.

Sono tornata!

Maggio 5, 2008

Appunti sparsi:

- Volete fare la bella vita? Fatevi assumere da un museo. I musei di NY sono sempre chiusi, e quando non lo sono, restano aperti giusto il tempo per percorrerli (correndo)
- I taxi si sono evoluti: nonostante la maggior parte dei tassisti non parli neanche inglese, le loro vetture sono ora dotate di luminescenti schermi su cui controllare le news, il meteo, le mappe, informazioni varie ed eventuali, guardare le pubblicità e non accorgersi che vi stanno facendo sbagliare strada.
- Nel bagno dell’hotel c’era una presa ethernet, e non voglio sapere perchè.
- Mio babbo ha fatto il bullo ed è venuto a prendere me e Chiara all’aeroporto con una limo bianca. Ah ah ah. Testimonianze fotografiche a richiesta.
- Per la Lupi: ho incrociato la Agyness nell’East Village, era microscopica e conciata da nuraver stracciona. Quelle che ti piacciono tanto, insomma. Però era figa.
- Non ho orgogliosamente bevuto neanche un Frappuccino, in compenso ho scoperto che mettere la cannella nel caffè è la svolta.
- I bagels della California Bakery di viale Premuda rimangono comunque imbattuti.
- Impagabile vedere le mammine che arrancavano nel cercare di spiegare ai pargoli i lavori di Murakami al Brooklyn Museum, tipo questo:

Credevate fossero tutti orsetti e margheritine sorridenti eh, furbone?
- Ho comprato una pianta carnivora da far crescere in ufficio, vediamo se funziona contro le zanzare quest’estate.
- Non sono riuscita a vedere neanche un ratto nella metro, che smacco
- C’era un freddo cane, come l’altra volta. Pioggia e vento, sole solo giovedì, porca paletta. Nonostante la settimana prima - e probabilmente anche questa - ci fossero 27° all’ombra
- Ho svaccato, ho comprato tutto. Ma non è colpa mia se sembrava tutto gratis, eh! Pane e cipolle per due mesi, adesso
- il wi-fi in ogni dove è una manna dal cielo, dio benedica Starbucks

Sono ancora rincoglionita dal fuso, non mi ricordo più niente. Aggiornerò quando sarò tornata in pieno possesso delle mie facoltà…

salumi

Saluti e baci

Aprile 24, 2008

NY

Me ne vado a NY, sperando di tornare vincitrice - chi sa sa - e con una valigia in più.

Ci vediamo il 4 Maggio.

P.s. Divertitevi al Welcome to the Jingle… sigh. Mi mancherete!

Ah ah ah

Aprile 22, 2008

Milano is freezing

Aprile 15, 2008

Leggere i commenti al post sulla festa di giovedì prossimo è una delle cose più divertenti che mi siano capitate negli ultimi tempi. La gente non sta bene. E ne sono convinta soprattutto da quando ho sentito raccontare di persone che correvano con gli occhi fuori dalle orbite da un negozio all’altro di c.so di porta ticinese per raccattare gli inviti. La gente non sta bene.

Sto già godendo per i 2manydjs, tra parentesi. Un bel po’.

Aprile 9, 2008

questo è stile

Aprile 3, 2008

Photobucket

noi non ti conosciamo, ma sappi che ti stimiamo. 

(foto scattata il 8 /2/2008 al covo club, Bo)

Panic! at the Beatles

Aprile 2, 2008

Dite quel che volete, a me i Panic! at the disco stanno simpatici.

Dopo un esordio che era stato relegato (non si sa bene il perchè) nel calderone emo americano, sfornano un secondo album, Pretty Odd, che potrebbe essere tranquillamente cantato dai Belle & Sebastian, per dire. Metriche, arrangiamenti, niente sembra avere una relazione con quanto di precedente prodotto. Nel suo essere sempliciottamente pop è dannatamente gradevole! Li difendevo allora, li difendo ora a maggior ragione.