Giugno 12, 2008

Lo so, i Canadians non mi sono mai piaciuti molto. Ho sempre snobbato i loro concerti dopo averli visti una volta, l’anno scorso, a Villa Serena. Che suonassero o meno in una qualche serata mi era indifferente. Ed è così anche per voialtri, a quanto dite.
Tuttavia, sento il bisogno di condividere con il mondo intero la canzone più bella, gioiosa, amorevole, arcobalenata, spiaggiosa e felice che abbia sentito in molti mesi. Che incidentalmente è anche dei Canadians.
Soon soon soon è già canzone dell’estate ancor prima che l’estate inizi, per me. È meravigliosa. Sembra di essere in OC ma senza la droga e i drammi da psicofarmaci. Sembra di essere a un pigiama party coi Beach Boys. Ascoltarla 36946 volte al giorno è la norma da un paio di settimane, e non do segni di cedimento.

Mi sa che al prossimo concerto ci vado.

GoGallery ritorna per la nuova stagione con l’evento più esclusivo e più eccitante di sempre! [...]

Sì, di sempre. Anche del futuro.

Può definirsi un successo un evento in cui sono presenti più (sedicenti, insomma i soliti) fotografi che avventori? (E in cui, cosa che mi premeva ancor di più, dopo un’ora il vino bianco che servono non è più fresco ma giusto un brodino tiepido? Le vogliamo noleggiare due ghiacciaiette per quest’evento più esclusivo ed eccitante di sempre?)

In ogni caso il documentario dei Soulwax è fuffa.
Erano molto più divertenti i video diary dei tour delle Spice Girls.

(continuo a non vedere l’ora che sia sabato, comunque)

 

By my side
You’ll never be
By my side
You’ll never be

Cause I’m fake at the seams
I’m lost in my dreams
And I
I want you to know that I can’t let you go
And you’re never coming home again

By my side
You’ll never be
By my side
You’ll never be
You’ll never be

I wanted to tell you I’d changed
I wanted to tell you that things would be different this time
I see you
You see me
Different
I see you
You see me
Differently

You tell me that you love me but you never want to see me again.

Unkle Bob – Swans
Qui.

buon anno

Gennaio 2, 2008

e vi dedico questa novella song…a mirko, alla gaia e a sgalla, anzi sgallaklubben.
ovviamente anche a tutti i lettori che oggidì mi chiesero chi fosse il gruppo dal nome impronunciabile.
p.s. volevo mettere il video coi peni pelosi, le tette e le altre immagini piene di doppi sensi, ma siamo in fascia protetta

P.S.: CREDO SIA CHIARO CHE TUTTI DOVREMO IMPARARE QUESTO BALLETTO, QUINDI NON PERDETE TEMPO IN COSE FUTILI TIPO LO STDUIO O LE INIEZIONI A PAZIENTI MORENTI

Questa recensione – che non è una recensione – non è per tutti.

Anno del signore 2005.
Sotto Sub Pop, e con la produzione di nientepopodimeno che Isaac Brock dei Modest mouse, esce quello che sarebbe stato, a detta della maggior parte degli indiebloggers del tempo, uno dei migliori dischi di quell’anno, e non solo. Si chiama Apologies to the queen Mary, e a suonarlo sono i Wolf parade, band canadese capeggiata dal tastierista/voce Spencer Krug. Tuttavia, proprio in quell’anno fanno capolino dalle stesse terre nordamericane certi Arcade fire, che con il loro Funeral adombrano completamente il (capo)lavoro suddetto; i due gruppi infatti condividono alcune sonorità, e va da sè che i Wolf parade diventano una sorta di fac-simile e cadono nel gigantesco dimenticatoio dell’indie di nicchia che non riesce a far breccia. Non per niente i Wolf Parade si formano nel 2003 proprio per un invito rivolto dagli stessi Arcade fire a Krug per aprire i loro concerti nel Us kids know tour.

Peccato che in molti, in troppi, non abbiano allora capito l’enorme diversità che caratterizza i due lavori citati: Funeral è una produzione corale, frutto di un collettivismo musicale, mentre Apologies… è la creatura di un singolo genio, dalle cui tastiere sgorgano intrecci azzardati ed a volte improbabili, ma profondi da lasciare segni indelebili. Si, la mente, ed anche la voce tremante di Spencer Krug è fatta di tasti bianchi e neri che si fondono e sparano senza filtri.

E a prova di questo, scopro un anno più tardi Shut up, i’m dreaming di Sunset Rubdown, seconda uscita per il progetto semi-solista dello stesso Krug in cui fuoriesce in tutta la sua potenza il suo genio creativo, nel bene per alcuni e nel male per molti. Ma non è finita qui, visto che Krug è anche parte integrante del trio Swan Lake (insieme a Carey Mercer – Frog Eyes -e Daniel Bejar – Destroyer, The New Pornographers -) e dei Frog Eyes.

E così arriviamo ai giorni nostri, in cui esce Random spirit lover , che conferma la spaventosa produttività di Krug e il fatto che Sunset Rubdown è ormai diventato, con 3 album ed 1 EP all’attivo, il progetto di punta del musicista di Montreal. La ricetta non cambia di una virgola, anzi si arricchisce nella stessa direzione, con immagini sempre più psichedeliche e atmosfere fantastiche, nel vero senso del termine. Le note e la voce di Spencer creano veri e propri mondi alternativi, in cui il reale e l’onirico si fondono; si passa da temi simil-celtici a isteriche escursioni elettriche, da melodiche fanfare carnevalesche a ballate compassate. I testi disegnano immagini potenti e surreali, con personaggi che sembrano uscire da un quadro di Hieronimous Bosch.

Se ne astengano i patiti della melodia a tutti i costi e dei coretti alla Arcade fire. Si tratta di esperienza sonora, non di semplice produzione discografica. Si tratta di una esperienza personale e intima, non adatta alle corde emozionali di tutti.
Si tratta, soprattutto, di uno dei pochi geni, musicalmente parlando, degli anni 2000.

–> (mp3) Sunset Rubdown – I’ll believe in anything, you’ll believe in anything (From Snake’s got a leg)

–> (mp3) Sunset Rubdown – Up on your leopard, upon the end of feral days (From Random spirit lover)

Sunset Rubdown – Stadium and shrines II , live in Chicago

Novembre 9, 2007

Voila la chanson du jour.

Those Dancing Days – Hitten

Praticamente le pipette svedesi, solo probabilmente più brave e meno in pendant l’una con l’altra.

A dire la verità è la chanson di un mese fa ma ho trovato l’mp3 solo adesso…

Saluti
ma soprattutto
è venerdì!

olè

p.s. è ricomparso fausto! gioia e gaudio

Un regalo, un walzer per amanti, per iniziare la settimana nell’ovatta e cullare il cuore.

O anche la canzone del giorno, per chi è abituato a riceverne.
Owen Pallett – Final Fantasy reinterpreta meravigliosamente Your Ex-Lover Is Dead, degli Stars (di nuovo e giuro, per caso): e ormai lo sanno tutti che quando sento gli archi io vado fuori di testa.

Your Ex – Lover Is Dead