Ritorno al futuro
Settembre 1, 2008
Ciao amici, sono tornata.
Nuova York è stata svoltosissima. Non ho alcun particolare scottante da rivelare ai miei 4 annoiati lettori, nessuna bollente rivelazione, poche sfavillanti novità e alcuni tiepidi aggiornamenti che per la loro natura professionale mi riservo di non rivelare su questi lidi. In ogni caso posso dire di essere ritornata carica come una molla, motivata, scoppiettante e ottimista verso il futuro che ci attende. Pertanto è probabile che sin che non mi passerà questo stato vagamente euforico possa essere ancora più insopportabile del solito. Portate pazienza, per favore. D’altra parte ho avuto, per un attimo, una diapositiva del mio avvenire davanti agli occhi (eccola lì sotto) ed è comprensibile che sia tutt’ora fibrillante. In realtà nulla è cambiato, per ora, ma lo farà. Inoltre, ho comprato un sacco di vestiti nuovi.

Ciò che si vede da un certo ufficio di nyc.
Gettando alle ortiche gli ermetismi, passiamo alle cose pratiche: finalmente è finita l’estate.
Era ora. E con questo, significa che finalmente la nostra agenda si infittisce di impegni che vanno oltre al fare la marmellata di susine con la mamma sotto al portico, andare all’esselunga a prendere il fresco insieme ai vecchi e vagare per le città con la sola compagnia delle minoranze etniche più facinorose. Fortunatamente non ho fatto nessuna di queste cose, ma non è questo il punto.
Stringendo, ecco il calendario per i prossimi, fulgidi tempi:
6, 7, 8 Settembre all’Idroscalo: Magnolia Parade. Non ne possiamo più di stare fermi e una 3 (nel nostro caso, 2 visto che il primo è proprio poco invitante) giorni di dènsflor aggressivo e pimpante è senza dubbio alcuno ciò di cui avevamo bisogno. Tra Bloody Beetroots, Goose, Vitalic e qui quo qua sono già tutta un bollore danzereccio. Chi manca è gonzo.
Il 14 Settembre mano ai fazzoletti, c’è The Niro al Rolling Stone (ne sono quasi sicura). Non me lo perderei mai, mai e poi mai.
Il 15, volendo, ci sono i Baustelle alla festa dell’umidità a Milano. Dovrei riflettere se i Baustelle siano un motivo valido per presentarsi a una festa dell’umidità. Sono sicura di no, ma probabilmente saremo molto annoiati e andremo. Anzi no!, non andremo, perchè mi accorgo ora che la stessa sera c’è Steve Aoki al Rocket. L’ho perso in dicembre, non lo perderò questa volta. Spero.
Sempre in quel buco fumoso del Rocket, che ci regala sempre tante emozioni, due giorni dopo saranno i Classic Education. Che è un po’ come mettere il tartufo sulla simmenthal, ma tant’è.
Il 26 momenti di gioia (e tempeste di ricordi) con i Primal Scream all’Alcatraz, e il primo ottobre i Notwist al Musicdrome. Se dio vuole riesco a vederli, era ora!
Venerdì 3 al Covo c’è Styrofoam, per chi ci era rimasto sotto coi Postal Service, tipo me. E soprattutto per chi è in crisi d’astinenza da Covo, tipo me.
E il 3 novembre, alla Casa 139, gli M83. Che bello!
Concludo questo calendario di passione con la bomba della giornata (l’ho scoperto or ora): OLAFUR ARNALDS suonerà il 16 novembre al mattatoio di Carpi. Vorrei sapere chi è il responsabile di questa cosa splendida per mandargli mazzi di fiori e scatole di cioccolatini per i prossimi due mesi. Inizierò a piangere adesso per mettermi avanti, credo. GRAZIE!!!
Una parentesi a parte per un paio di cose: in occasione del Milano Film Festival, di cui la signorina Claudia è gentile promotrice e organizzatrice nonostante le avversità, avremo non uno, non due, non tre, non quattro, non cinque ma forse addirittura sei (6) eventi incredibilmente fighini. Uno: i København Store suoneranno la sera dell’apertura in Sempione, il 12 settembre. Due e tre: i Vancouver, che amo con tutto il cuore, e i Japanese Gum, che apprezzo discretamente, si esibiranno nel corso del festival, ma non so ne’ dove ne’ quando (Cloud, illuminaci). Quattro e cinque: TORNANO LE FAVE! (dove e come, vedi sopra). E subito dopo il loro set parte della Sidechain Massacre Crew, cioè i Pelussje e io accanto a loro che come al solito pigerò qualche bottone a caso, avrà il piacere di intrattenere il pubblico fuori dal Piccolo Teatro il 18 sera con un dj set molto perbene. La sesta non ho mica capito se è confermata per cui non posso dirla, mi sa.
Sicuramente mi sono dimenticata qualcosa, ma pazienza. Ricordatemelo, che lo aggiungo.
Ah ho anche deciso che mi fidanzo, e so anche con chi.
Lui no però.
Vi farò sapere com’è andata.
Ora vado a disfare i 350 chili di valigie che giacciono ancora sul mio pavimento come delle balenottere arenate.
Di baci!
Ah
Luglio 23, 2008
Domani sera, al Finger di via Albricci a Milano sarò obbligata, dalle 19.30, ad esordire con il mio primo dj set. Oggi, al Finger di via Albricci a Milano, alle 18.50 ho messo per la prima volta le mani su un Pioneer cdj200.
Sarà BELLISSIMO.
Soprattutto perchè l’agenzia, interamente mobilitata per l’evento, ha cortesemente deciso di offrirci n.3 drinks cadauno.
Spero di non ricordare nulla il giorno dopo.
p.s. Ovviamente, siete tutti i benvenuti.
[nella diapositiva, Gaia gabber che si prepara alla sua serata house di domani con il vocalist gay mircus dal brasile]
Update:




Pare incredibile ma ce l’ho fatta. Menomale che c’erano i miei mentori.
Lo staff del Sottomarino Giallo è molto gentile.
Marzo 10, 2008

Questo blog è morto, viva questo blog!
Tra le notti in agenzia, le notti a bighellonare e la terapia del digiuno che sto stoicamente portando avanti (a parte qualche cedimento prontamente tamponato), nell’ultimo mese non ho avuto molte energie a disposizione per scrivere qui su le mie solite stupidaggini. Tuttavia per la gioia dei miei 138.000 appassionati lettori riporterò qualche appunto sparso e non richiesto sul mese appena trascorso.
Venerdì sono finita al Sottomarino Giallo con la Lupi, dove non ero mai stata (mea culpa, ma se al fine settimana non me ne vado ad almeno 150 km da Milano mi viene la dermatite – difatti sabato sono stata all’Estragon, purtroppo per una delle serate più dolorose degli ultimi tempi, per colpa dei Baustelle e dei miei tacchi).
La serata ci ha regalato molti momenti ilari, nonostante il set vagamente soporifero di Fare Soldi e i personaggi molesti che se la viaggiavano in pista, cassiera con le zinne al vento compresa. Tra parentesi, erano almeno tre secoli che non sentivo qualcuno approcciare con “Ei, il mio amico dice che sei molto carina e che è innamorato di te”. Sì, anch’io.
In ogni caso, lo staff del Sottomarino è proprio gentile. L’omino che stava alla porta della toilette era così cortese e sorridente che sarei andata a casa a fargli una torta di mele. Persino il marcantonio che stava all’ingresso non ti imponeva di lasciare dentro il bicchiere con intervento a gamba tesa o prendendoti per le orecchie, ma te lo chiedeva. I baristi capivano al primo colpo redbull invece di lemon e persino l’addetto al guardaroba non ti lanciava le cose in faccia ma addirittura salutava e ringraziava. Dico, SALUTAVA e RINGRAZIAVA! L’avrei abbracciato.
Si riusciva persino a fumare, di sotto. Viva questo posto!
Il giorno dopo, appunto, sono andata all’Estragon. I Baustelle come sospettavo sono stati particolarmente impalati e monotoni, tranne nella coda di Baudelaire, in cui si sono lanciati in un paio di minuti di pseudoimprovvisazione semi-elettronica molto ben riuscita e mi hanno fatto pregare per un attimo che continuassero così per il resto della serata, ma le mie preghiere raramente vengono ascoltate, dunque mi sono riappollaiata sulla transenna in attesa di giorni migliori. Una canzone sola volevo sentire, UNA (Gomma), e me l’hanno fatta solo per metà. Grazie, eh.
Dopo il concerto (quando avevo già due dita del piede addormentate per colpa degli stivali ed ero già pronta a svenire in macchina) è iniziato un meraviglioso dj set di revival del ‘94 massimo ‘95, avanguardia pura, molto apprezzato da tutti i maragli di Bologna e provincia che sono accorsi a frotte – compensando la fuga dei sopravvissuti al concerto – per ballare i Fratellis e gli Oasis come fosse l’ultimo giorno. Quindi perchè non rimanere? Esatto, PERCHÈ? Me lo sono chiesta per le successive 2 ore, senza risposta. L’approccio che ha vinto la medaglia d’oro di questa serata invece è stato quello di un nano malefico che per 20 minuti mi ha parlato di Veltroni, Berlusconi e di quanto io fossi gioiosa e solare, PROPRIO COME IL MIO NOME! (che novità), quando evidentemente in quel momento ero gioiosa e solare come un barile di acido muriatico. Inutile dire che mi ha conquistata senza neanche passare dal via. Ad incorniciare il tutto, quando ormai ero stremata dal dolore, la notizia che non saremmo andati via prima di un’ora (eh già, era TROPPO divertente). Ho messo piede in casa alle cinque maledicendo tutti i santi.
Procedendo a ritroso, il 5 marzo siamo accorsi (letteralmente: ci fosse una volta in cui possa uscire da questo buco malefico in tempo per fare quel che voglio) dai København Store al Magnolia, che hanno suonato con gli Amor Fou. E ho potuto ascoltare We came down from the north finalmente e finemente eseguita dal caro Raina, commuovendomi profondamente.
Il venerdì prima siamo stati al Covo, per i Tiger! Tiger!, che sono tanto piacevoli e carichi dal vivo quanto maffi in registrazione. Una bella sorpresa; suonano all’Arci Joe’s di Fidenza questo sabato, e se non riuscirò ad andare a Verona a sentire gli Annie Hall insieme ai K-Store (all’Arci Kroen – maledetti arci – di Villafranca) ci farei volentieri un salto. Oppure farei volentieri un salto anche a Torino, dove mi è stata promessa una festa a tema pimp e puttane in cui ci si recherà in loco su un Hummer da 25 posti. Come resistere. Non so se posso perdermi una cosa così vergognosamente tamarra… dovrò attrezzarmi e cercare qualche dentiera finta piena di brillantini e un costume da Lil’ Kim.
A proposito di Annie Hall, posso solo dire una cosa: sono meravigliosi. Sarà la mia recente perversione per l’accento del nord-est, ma alla Casa 139 il 28 febbraio me li sono goduti come pochi, ero rapita: e non vedo l’ora di rivederli di nuovo. Speriamo.
Ho finito, andate in pace.
Ragazza calendario
Febbraio 5, 2008
Vista la travolgente risposta alla richiesta di estrema unzione di poche righe fa, la legge morale che è in me mi impone di portare avanti questo prodotto imbarazzante, e lo farò con un bel post impermeabile: l’elenco dei prossimi fondamentali, imperdibili, attesissimi (…) appuntamenti dei prossimi giorni.
Questa settimana Milano la stitica offre – che io sappia – solo gli Efterklang, giovedì sera alla Casa 139.
Ma è venerdì sera che si concretizzeranno le lunghe consumanti attese di molti: al Covo i København Store presenteranno Action, please! disco bello, bello in modo assurdo di cui già parlai col cuore in mano qualche mese fa; in apertura, i Fake P (e lo so, il Veneto è la mia ultima perversione). Insomma, chi non viene ha la rucola fra i denti.
Domenica sera, aperitivo al Mattatoio di Carpi con i Trabant, la mia nuova dipendenza: speriamo di farcela.
La settimana prossima mi permetterà di accumulare ore di sonno di scorta per non crollare in catalessi al milionesimo salto con le braccia per aria venerdì prossimo, quando al Vox di Nonantola suoneranno per mia somma gioia i 2manydjs. Sono già eccitata. E nel contempo combattuta, perchè contemporaneamente e a pochi chilometri di distanza – al Kalinka di Carpi – suoneranno Les Fauves. I vostri eroi tenteranno la doppietta.
Per le prossime due settimane questo è quanto, non ricordo altro (a cui possa andare). Si accettano suggerimenti su come riempire le ore buche.
Molti baci
[update: domani sera suonano anche gli Ex-Otago al Garage di Sesto S. Giovanni. Potremmo anche andare a tirarci un po' su di morale!]
buon anno
Gennaio 2, 2008
e vi dedico questa novella song…a mirko, alla gaia e a sgalla, anzi sgallaklubben.
ovviamente anche a tutti i lettori che oggidì mi chiesero chi fosse il gruppo dal nome impronunciabile.
p.s. volevo mettere il video coi peni pelosi, le tette e le altre immagini piene di doppi sensi, ma siamo in fascia protetta
P.S.: CREDO SIA CHIARO CHE TUTTI DOVREMO IMPARARE QUESTO BALLETTO, QUINDI NON PERDETE TEMPO IN COSE FUTILI TIPO LO STDUIO O LE INIEZIONI A PAZIENTI MORENTI
Stage Diving
Dicembre 31, 2007
Ecco, perfettamente in ritardo sulla tabella di marcia mi accingo ad esporre non i miei postulati sui dischi che questo 2007 ci ha donato, non dei superflui corollari riguardanti video, singoli, bandane o magliettine, bensì – come meglio mi compete – i miei ricordi sui concerti e le serate che più mi hanno giovato al cuore negli ultimi dodici mesi.
Menzione speciale per peso specifico meritano tre avvenimenti in particolare.
Il 22, 23, 24, 25 marzo una congiunzione astrale particolarmente favorevole e una imprevedibile concomitanza di disponibilità tra la Cloud, Pier e me + altri partecipanti a questo e quello hanno permesso questo spiedino di serate che ci sfidavano ai due lati dell’A1: LCD Soundsystem a Milano il 22; gli evitabilissimi Ladytron il 23 – ma non potevamo interrompere l’infilata, e poi a una serata al Covo nessuno dice di no; il 24 le Fave (e, bontà loro, i Canadians – è bastato solo questo live perchè tutti ci mettessimo una croce sopra: non dovevano essere molto in forma) ci aspettavano a Villa Serena; e il giorno dopo, domenica, ritorno con una certa fretta a Milano per gli Air all’Alcatraz, non dimenticando le tappe di Sassuolo (in cui pensavamo avessero rapito Garetti e Angelo dal cortile di casa) e Piacenza (per raccattare la Marti), ma soprattutto non dimenticando il diluvio universale che ci ha accompagnato da Modena a Milano e ci ha permesso di provare esperienze inedite ed eccitanti come l’aquaplaning sulla tangenziale di Pc e la parziale cecità su alcuni tratti dell’autostrada – quelli sprovvisti di asfalto drenante. Insomma nessuno ci avrebbe scommesso una cicca ma siamo arrivati sani salvi. Ed è stato bellissimo. Un weekend lungo di ammmore e ammmicizia come pochi.
E poi, il Summercase.
Non posso paragonarlo all’edizione del 2006, che ho trascorso insieme a una delle persone più importanti della mia vita. Non sarei obiettiva.
E anche il cartellone era quasi imbattibile: Daft Punk, Sigur Ros, Primal Scream (uno dei miei concerti preferiti di sempre), New Order, Super Furry Animals, Shout Out Louds, Spinto Band (e riguardandolo leggo anche Trabant! Li avessi conosciuti prima…), Two Gallants, Massive Attack, Fatboy Slim e via andare.
Però quando ho letto, per l’edizione di quest’anno, dell’accoppiata Arcade Fire e 2ManyDjs, ho fatto un salto sulla sedia di un metro e mezzo, ho avuto varie espressioni di tachicardia (sempre per il motivo di cui sopra non ho parlato), ho lanciato qualche urlo e ho prenotato tutto quanto. Già mi bastava.
E poi potevo contare su una compagnia d’eccellenza (a parte la Cloti grande assente giustificata e very missed): Fra, Robi, Pier e Angelo.
Sono tornata su quella spianata sul mare, dopo quello che mi aveva regalato l’anno prima e con il carico di ricordi e speranze che mi portavo dietro, con le pulsazioni sopra la media: e non sono (quasi) rimasta delusa. Non sto neanche a descrivere gli Arcade Fire, che avevo visto 2 giorni prima a Ferrara, sui quali è già stato scritto tutto quanto e anche di più, visto che l’essenziale non si può formalizzare in qualche riga. Chi mi ha visto lo sa, insomma.
I Flaming Lips spacconissimi, esaltantissimi, coriandolosissimi e molto elettrici, e Pier saprebbe raccontarlo con molto più fervore di me; i 2manydjs vagamente deludenti – sarà stato l’essere sotto a un tendone a 840° alle 5 del mattino dopo una giornata di concerti (particolare che preferirei non ricordare: il tendone SGOCCIOLAVA. Della condensa delle esalazioni della gente che c’era sotto. Iabò.), ma i più non hanno resistito… sotto lo stesso incandescente tendone i !!!, il cui successo era direttamente proporzionale al numero delle persone che nonostante la temperatura sculettavano senza pudore: tutti. Gli Air romanticamente prevedibili, gli Editors persi, i Bloc Party riconosciuti per quello che si sentiva dal prato su cui siamo tutti svenuti ad una certa ora, i Gossip abbandonati dopo 3 pezzi (di nuovo, il tendone non aiutava), i Kaiser Chiefs che, come se ci avessero sentiti, hanno aperto con Ogni giorno ti amo meno meno, ossia l’unica cosa che volevamo ascoltare, lasciandoci poi liberi di correre dagli LCD (l’avremmo fatto comunque). E poi Lily Allen in apertura, che ci ha veramente, veramente messo di buon umore, e alla fine i Chemical Brothers, ultimo live del Summercase 2007, che hanno rianimato mille mila persone distrutte dai due giorni facendole saltare sino alle 6 del mattino con un set clamoroso, dei visual giga sugli schermi, spade laser, raggi fotonici, una legna mai vista, pum pum pum eccetera. Quel che ci vuole, insomma.
L’anno prossimo il Summercase sarà il 18 e il 19 luglio, iniziate a segnarvelo.
E infine il Miami, a giugno. Più che per i concerti in sè, per l’affetto che c’era, gli abbracci, i prati, il sole e gli acquisti sconsiderati ai banchetti.
Poi.
Azzarderei, per il resto della lista, una suddivisione tra Dènsflor e Analogico. Anche perchè ho serie difficoltà a mettere i Justice nella stessa cesta dei Gonzo 48k, insomma.
Quindi parto dal DÈNSFLOR.
Al primo, inimitabile, inarrivabile posto metto i 2ManyDjs, il 13 gennaio al Maffia, per i quali ho saltato 4 ore senza fermarmi su dei tacchi altissimi senza sentire il minimo fastidio – e mi sembra indicativo.
Poi i Justice all’Amnesia, il 9 maggio – il GRANDE 9 maggio: il giorno dopo ho vomitato 4 volte, a lavoro. E non è per fare la giovane che si bulla delle sbronze, ma per dire che forse l’oggettività del mio giudizio potrebbe essere stata inibita. Nonostante questo ho ricordi ben precisi della serata e se la Cloud che balla sul cubo può voler dire qualcosa, allora può solo essere una serata riuscita.
Al terzo posto i Goose ai Magazzini, qualche settimana fa. Eccezionali. Li aspettavo da quando li avevo intercettati solo per un paio di canzoni a una festa l’anno scorso, e mi avevano veramente colpito.
Poi i Digitalism all’Hollywood (cos’era, ottobre? novembre?), che possiamo anche ricordare come primo, traumatizzante ingresso del caro Mirko nel mondo delle piste da ballo, e a parimerito i Bloody Beetroots, che son sempre una bomba, all’Assab One per Qoob in novembre.
Ed ancora i 2manydjs sono stati molto, molto ok anche il 29 novembre all’Alcatraz (e con i Soulwax, che abbiamo perso); i Digitalism non troppo, invece, e men che meno il giorno dopo al Vox.
E ultimi, ma solo cronologicamente, ancora i Justice (con i Bloody Beetroots) ai Magazzini il 12 dicembre, tanto attesi e sempre apprezzati, una sicurezza insomma.
So che sembra un elenco più che una classifica ma bisogna riconoscere che il 2007 ci ha regalato dei grassissimi momenti di dènsflor e bisogna ricordarli con affetto!
E sicuramente me ne sto scordando.
Passando all’analogico, in cima posso solo mettere, com’è intuibile, Piazza Castello a Ferrara l’11 luglio, non ripeto chi. Aspettavo quel concerto da troppo tempo, avrei voluto assistervi accanto a una persona che non c’era, o forse c’era, ma non era con me. Quindi forse mi è servito per esorcizzare, non so. Insomma, era una serata vagamente importante per me.
Ricordo con giuoia infinita il megashow di Giustino ad Assago, uno sfizio che dovevo togliermi. Ed è stato bellissimo, il 28 luglio, fare mille mila chilometri insieme alla Sassuolo crew per raggiungere l’Hana-bi a Marina di Ravenna, per mangiare piadine, bere cose estive e ghiacciate, saltare e ballare un sacco sulla sabbia con gli I’m From Barcelona che facevano il loro casino.
E i !!! all’Estragon, per quanto abbiamo ballato.
Non segnalo, ma sono ovvi, tutti i concerti dei K-store e dei Les Fauves. E anche quei due o tre dei Toys Orchestra, degli Ex-Otago e dei Gonzo 48k che ho visto.
E poi un altro migliaio di concerti che non nomino, ma a cui ho voluto bene, e altre cose che non ricordo.
Ho finito, potete respirare.
Vengo testè a sapere di un concertino a suo modo clamoroso che si terrà domani sera al Bronson, al quale per difficoltà logistiche non riusciremo a partecipare a meno che non salti fuori un qualche zio romagnolo che ci offra ospitalità e vin brulé.
Sto parlando dei Slagsmålsklubben, che si definiscono “6 men with analogue synths”, vengono dalla Svezia (strano) e, come direbbe qualcuno, sbombeggiano: non so se voi ci siate rimasti sotto come me ma ad ascoltarli mi pare di stare saltando da una piattaforma all’altra scappando da un drago ciccione sparabolle in una partita di Bubble Bobble sul Game Boy.

Se qualcuno sta leggendo dai dintorni di Ravenna, consideri questo post un auto-invito a casa sua, domani sera.
Suonano anche stasera a Pescara, e per S.Silvestro a Verona: altrettanto scomodo, porca l’oca.
Video!
2ManyDjs #5
Dicembre 25, 2007
Scopro or ora che il 15 di Febbraio ci sarano i 2ManyDjs al Vox.
Che bel regalo di Natale.
Milano-Bologna in due sospiri e quattro sigarette.
Ottobre 31, 2007
E stasera dopo quattro mesi si torna a Bologna, al Covo. Ricomincia la stagione delle migrazioni.
210 km diritti e scivolosi che attraverserò come un proiettile perchè sarà come sempre tardissimissimo, il benzinaio di S.Zenone che fingerà di offrirmi il pieno, le mie playlist più marocche tra Milano e Piacenza, il momento sturm und drang barra lacrimevole costeggiando casa e poi Reggio, e di nuovo carica e saltellante sino al parcheggio in Porta Saragozza. Un saluto alla casa dell’amore, e poi, finalmente, su per le scalette.
Now, that’s what I call a show…
Ottobre 31, 2007
…per quanto sfornino dischi-collage copincollando samples da ogni dove [c.v.d.: ecco cos'ho trovato, tanto per illustrare quanto ho appena osato dire], rimangono sempre nella hit parade dei miei paraculi del cuore. Viva!
I’m Uffie, and i’m ready to f***
Ottobre 22, 2007

Magari non sarà la punta di diamante della parigina Ed Banger rec., ma questa lolita dell’elettrofunk più spinto e di tendenza sembra avere tutti i numeri per diventare un nuovo fenomenino dance: copertine su PIG, servizi fotografici a gogo, faccia d’angelo e testi che non richiedono certo i sottotitoli. E allora non posso fare a meno di segnalarla, perchè la sua maliziosa vocina (e non solo) è una piacevole droga e soprattutto perchè chi risiede nei dintorni di Reggio Emilia non può perdersela questo venerdì al Maffia club. Un succulento aperitivo prima dell’evento dance della stagione, sempre ed ovviamente firmato Ed Banger rec: Justice live @ Vox club di Nonantola, 14 Dicembre. Si salvi chi può.

