Maggio 14, 2008

Vedere 15 persone al concerto degli Slagsmälklubben ieri sera è stata la prova che i milanesi non capiscono una fava. E che per la Casa 139 il concetto di promozione è il più oscuro dei misteri di Fatima.

Sono tornata!

Maggio 5, 2008

Appunti sparsi:

- Volete fare la bella vita? Fatevi assumere da un museo. I musei di NY sono sempre chiusi, e quando non lo sono, restano aperti giusto il tempo per percorrerli (correndo)
- I taxi si sono evoluti: nonostante la maggior parte dei tassisti non parli neanche inglese, le loro vetture sono ora dotate di luminescenti schermi su cui controllare le news, il meteo, le mappe, informazioni varie ed eventuali, guardare le pubblicità e non accorgersi che vi stanno facendo sbagliare strada.
- Nel bagno dell’hotel c’era una presa ethernet, e non voglio sapere perchè.
- Mio babbo ha fatto il bullo ed è venuto a prendere me e Chiara all’aeroporto con una limo bianca. Ah ah ah. Testimonianze fotografiche a richiesta.
- Per la Lupi: ho incrociato la Agyness nell’East Village, era microscopica e conciata da nuraver stracciona. Quelle che ti piacciono tanto, insomma. Però era figa.
- Non ho orgogliosamente bevuto neanche un Frappuccino, in compenso ho scoperto che mettere la cannella nel caffè è la svolta.
- I bagels della California Bakery di viale Premuda rimangono comunque imbattuti.
- Impagabile vedere le mammine che arrancavano nel cercare di spiegare ai pargoli i lavori di Murakami al Brooklyn Museum, tipo questo:

Credevate fossero tutti orsetti e margheritine sorridenti eh, furbone?
- Ho comprato una pianta carnivora da far crescere in ufficio, vediamo se funziona contro le zanzare quest’estate.
- Non sono riuscita a vedere neanche un ratto nella metro, che smacco
- C’era un freddo cane, come l’altra volta. Pioggia e vento, sole solo giovedì, porca paletta. Nonostante la settimana prima - e probabilmente anche questa - ci fossero 27° all’ombra
- Ho svaccato, ho comprato tutto. Ma non è colpa mia se sembrava tutto gratis, eh! Pane e cipolle per due mesi, adesso
- il wi-fi in ogni dove è una manna dal cielo, dio benedica Starbucks

Sono ancora rincoglionita dal fuso, non mi ricordo più niente. Aggiornerò quando sarò tornata in pieno possesso delle mie facoltà…

salumi

Hercules & Love affair

Maggio 1, 2008

devo dire che questo gruppo sta diventando il mio tormento, soprattutto per il loro singolo Blind, che inizialmente non mi piaceva troppo…ma dopo un paio di ascolti non mi stupisco di trovarmi a cantare “Because i feel blind..”. forse anche perchè il testo mi ha colpito, forse perchè in questi giorni mi butto sulle canzoni per non pensare alla vita reale…non so..

però leggetevi il testo, è sinceramente bello. e la voce di Antony and the Johnson per una volta non mi uccide i timpani. si, scusate ma io non riesco a resistere alla sua voce lamentosa, invece qui ci sta a pennello.

per non parlare del video. trasuda sensualità e io lo proibirei nelle fasce protette du mtv, poi si lamentano che i ragazzini lo fanno a 11 anni…oh beh, questa ,per me, è una canzone che gli ormoni non li tiene fermi..però vabbeh…

se poi anche Grazia li mette in classifica settimanale vuol dire che stanno davvero avendo un successone

As a child, I knew
That the stars could only get brighter
And we would get closer
Get closer
Oooooh

As a child, I knew
That the stars could only get brighter
That we would get closer
Get closer
Leaving this darkness
Behind

Now that I’m older
The stars should lie upon my face
When I find myself alone
Find myself alone

Now that i’m older

The stars should lie upon my face
And when I find myself alone
I feel like I
I am blind

Feel it
Feel it
Feel it
Feel it
Like I am blind
I am blind

I wish the stars could shine now
For they are closer
They are near
But they will not present my present
They will not present my present


I wish the light could shine now
For it is closer
It is near
But it will not present my present
It makes my past and future painfully clear

To hear you now
To see you now
I can look outside myself
And I must examine my breath and look inside
Ooooooh

To see you now
To hear you now

I can look outside myself

And i must examine my breath and look inside
Because I feel blind
Because I feel blind

I feel it
I feel it
I feel it
Like I
Like I’m blind
Ooooooh
The movie will
And feel it
Oooooh, I feel it
Feel it

Saluti e baci

Aprile 24, 2008

NY

Me ne vado a NY, sperando di tornare vincitrice - chi sa sa - e con una valigia in più.

Ci vediamo il 4 Maggio.

P.s. Divertitevi al Welcome to the Jingle… sigh. Mi mancherete!

Noi si lavora sempre sodo

Aprile 22, 2008

le cronache di milano

Aprile 22, 2008

questo fine settimana ho ben pensato di immergermi nel mood “Salone del mobile”, che si è sempre riassunto nella mia mente con i seguenti fotogrammi:

-molti party con cocktails e musica da densfloor

-tanta creatività

-tanta gente tirata a lucido

ed in effetti le cose non sono andate molto diversamente: giovedi al Pig Party la gioventù nuravercarlettopastoriana si è radunata ai magazzini generali per spintonare allegramente nella fila cercando un metro cubo d’aria per imbottigliarcisi; e una volta dentro spintonare per raggiungere…beh. in realtà non credo che nessuno cercasse di arrivare a nulla dato che era una specie di flusso perpetuo in cui era impossibile fermarsi. fortuna che due rinunciatari in balconata ci hanno permesso di sopravvivere fermamente salde alla ringhiera. a parte il contesto della milano cool, i crookers e i 2many djs in un bel back to back ci hanno fatto sculettare ben bene, con la complicità di un paio di vodka e martini che non bevevo dall’alba dei tempi.grazie gaia, le serate con te non sono mai sobrie.

dopo un panino dal lurido “CON DENTRO TUTTO, TUTTO!!!!” -ma gaia, anche le cipolle e i peperoni?- “TUTTO!”, si torna a casa.

ma no. l’aver visto i party e la gente cool non mi è bastato, in fondo era un party della rivista per cerebrolesi Pig. non un vero party del salone del mobile. ergo, quando leggo della festa di chiusura del salone organizzata da esterni decido che forse questa è un’occasione ghiotta per respirare del design e della creatività spruzzata di modelle anoressiche e maschi gay.

dopo un viaggio in treno accanto a:

-la classica sedicenne che un genitore d’oggi non vorrebbe con mutande in vista (non scherzo, la gonna non le copriva proprio niente, nemmeno quelle cosce da gallina in brodo che si ritrovava) e reggiseno di pizzo all’attenzione di tutti, scarpe col tacco dodici. perfetta per uomini e donne insomma.

-il classico vecchio sbavoso che ogni votla che la classica sedicenne si alzava le guardava sotto la gonna

-l’italiano medio con maglietta di playboy e nell’ipod selezione di Elisa, Eros e Pussycat Dolls

-la ragazzetta hiphop col mac che temeva leggessi quel che stava scrivendo (cosa che sinceramente non poteva tangere il mio interesse nel modo più assoluto) quindi stava su itunes e alzava sempre di più il volume dei mattafix

insomma. dopo tutto ciò arrivo in milano, faccio un’oretta di viaggio sul tram (quelli vecchi che io adoro, se poi hai anche la colonna sonora giusta e c’è il tramonto di una bella giornata di sole la città sembra affascinante) raccolgo amica e collega destinazione via tortona, non prima però di raccogliere anche amici di collega e colleghi di amici di collega insomma. ci ritroviamo in dieci in un monolocale dove la questione da risolvere era se una maglia a maniche corte fosse troppo poco sotto un giubbotto di pelle: ci si appella come sempre a gaia la quale sfoggiava vestitino senza maniche scollato e collana con finto gigafiocco.

-gaia c’è freddo fuori?-

-macchè, ho il fiocco che mi copre!- per fortuna che c’è il fiocco.

dopo questa parentesi durata all’incirca mezz’ora ci ritroviamo a truppa tra i navigli dove si trovava parcheggiato uno yacht. uno yacht, proprio così. ma dannazione, uno yacht in mezzo al naviglio? ah già. ecco la creatività che stavo cercando!

nel mentre scopro che mangeremo qualcosa, al messicano. in questa via tortona che per me provinciale non significa nulla, ma che in realtà è il fulcro del salone del mobile. o almeno, uno dei tanti. faccio amicizia con i colleghi degli amici dei colleghi della gaia e predico piedi nelle fosse a destra e a manca, arriviamo ad un ponte che -a detta dei milanesi- ci porterà nel favoloso mondo del design.

peccato per la fila.

non ho mai agognato il primo scalino di un ponte così a lungo. ma successivamente, tra una fila per entrare in un negozio fichissimo e una fila per vedere dei tappeti (se così si potevano chiamare), inizio a prenderci gusto e a scoprire che anche le file possono diventare interessanti.

come le attese di tre quarti d’ora, e lo spintonare altra gente in attesa di un tavolo per andare in bagno, se poi innaffi la mia persona fisicamente provata di mojiti allora parlo a vanvera. credo di aver parlato molto a vanvera sabato sera, certo che ero convinta che mi si stava ascoltando mi stava SERIAMENTE ascoltando.

in ogni caso.

3 ore e 500 pannocchie dopo ci troviamo di nuovo nella notte milanese indecisi sul da farsi: esterni o tdk? o ddt? o csi? insomma…alla fine è via tortona 35. un luogo ameno pieno di divano a nido e a serpentina rossa, peccato che metà del gruppo era al numero 1. e che dopo 20 minuti i divani non sono più allettanti (tranne uno su cui a mio parere avrei dormito benissimo), a parte una cosa nera..credo un cerbiatto con delle perle al collo per esprimere desideri. che cosa romantica! altro che aladin e il genio della lampada!!!

ma questa festa piena di vips per la chiusura del salone?

ok. capisco che ci stiamo dirigendo alla macchina di un nuovo acquisto della comitiva per recarci al party, e non ci stiamo allenando per la maratona di milano nonostante i chilometri macinati (grazie signore, oggi ho deciso di mettermi comoda). e per addentrarci nel clima saliamo in 7 su una macchina: una performance per celebrare questa edizione del festival.

un vero peccato che alle ore 3.30 la festa fosse finita da un’ora e che l’unica cosa da fare era tornare mestamente a casa pensando al brunch domenicale (che mi ha definitivamente uccisa di diabete).

però ho una fantastica spilletta con la scritta : via tortona che mi servirà come monito per l’anno prossimo. quando tornerò e comodamente mi rimetterò in fila

in compenso questa settimana si torna a piacenza. la triste piacenza che per una volta si da una botta di vita e ospita ex-otago, canadians, my awesome mixtape, kstore, disco drive e chipiùnehapiùnemetta per il WELCOME TO THE JINGLE FESTIVAL, di cui non mi è permesso postare flyer pena lo strangolamento da parte di gaia.

però il mio appello è: io sarò la, chi mi ama mi segua!!!…(coffcoff)

Ah ah ah

Aprile 22, 2008

Milano is freezing

Aprile 15, 2008

Leggere i commenti al post sulla festa di giovedì prossimo è una delle cose più divertenti che mi siano capitate negli ultimi tempi. La gente non sta bene. E ne sono convinta soprattutto da quando ho sentito raccontare di persone che correvano con gli occhi fuori dalle orbite da un negozio all’altro di c.so di porta ticinese per raccattare gli inviti. La gente non sta bene.

Sto già godendo per i 2manydjs, tra parentesi. Un bel po’.

Aprile 9, 2008

questo è stile

Aprile 3, 2008

Photobucket

noi non ti conosciamo, ma sappi che ti stimiamo. 

(foto scattata il 8 /2/2008 al covo club, Bo)

Panic! at the Beatles

Aprile 2, 2008

Dite quel che volete, a me i Panic! at the disco stanno simpatici.

Dopo un esordio che era stato relegato (non si sa bene il perchè) nel calderone emo americano, sfornano un secondo album, Pretty Odd, che potrebbe essere tranquillamente cantato dai Belle & Sebastian, per dire. Metriche, arrangiamenti, niente sembra avere una relazione con quanto di precedente prodotto. Nel suo essere sempliciottamente pop è dannatamente gradevole! Li difendevo allora, li difendo ora a maggior ragione.

 

By my side
You’ll never be
By my side
You’ll never be

Cause I’m fake at the seams
I’m lost in my dreams
And I
I want you to know that I can’t let you go
And you’re never coming home again

By my side
You’ll never be
By my side
You’ll never be
You’ll never be

I wanted to tell you I’d changed
I wanted to tell you that things would be different this time
I see you
You see me
Different
I see you
You see me
Differently

You tell me that you love me but you never want to see me again.

Unkle Bob - Swans
Qui.

Marzo 25, 2008

immagine-2.png

ABC

Marzo 25, 2008

Io amo i libri pop-up. Amo anche la tipografia. Potrei non amare questo?

Settimana scorsa: København Store e Annie Hall al Kroen di Villafranca (VR). Una meraviglia. Per trovarlo abbiamo dovuto cercare il muschio sui tronchi degli alberi e seguire le costellazioni, ma poi è stata una soddisfazione.
Il che mi ha fatto pensare che potrei sfrattare - diciamo, dislocare - i miei e aprire un locale in casa mia in campagna. Dove però, giuro, non mancherebbe mai il ghiaccio. E neanche il martini. Anzi: concerti sfiziosi, caminetto, salame e vin brulè. Bella, no? Mi sento già più bucolica e imprenditoriale!

Comunque, la serata è stata ottima, il posto era bellino, pieno di divani sfondati di grande comodità, e la gente deliziosa - a parte il fatto che c’eravamo praticamente solo noi e un cactus. La Lupi ha ancora una volta dimostrato di essere la regina del focolare preparando un carico di muffins fluorescenti molto apprezzati - ma al momento ancora sospettati di aver avvelenato il batterista degli Annies (fortunatamente i sintomi si sono manifestati a concerto terminato). Il Ris sta indagando.

La mattina dopo alle 10, molto contrariati, eravamo già per strada: dopo una breve visita al castello di Villafranca (che in realtà non esiste) abbiamo convenuto che il paesino non avrebbe offerto altre attrattive oltre alla panzerotteria della signora Paola, che ha rallegrato i nostri tassi glicemici la notte prima con un carico di fritti che avrebbe abbattuto un plotone, e ci siamo diretti a Verona.

Abbiamo scarpinato con gioia tutto il pomeriggio, abbiamo visitato tutti i luoghi di rito, siamo stati tentati da un torneo di Sćianco e dalla pesca sull’Adige e pieni di buoni propositi per mille altre gite fuori porta abbiamo fatto ritorno a Milano accolti da una furibonda tempesta di grandine.

Questo finesettimana sono rimasta sotto carica per 72 ore tra letto, telefilm e letture sconvenienti, e mi sento pronta per nuove mirabolanti avventure, partendo da questa sera: Shout Out Louds non so dove. Al Summercase sono stati ottimi, nonostante abbiano suonato in un forno da pizza, e dunque sono ottimista. Ho proprio bisogno di un concerto che ci regali un po’ di giuoia, anche in vista degli Editors di venerdì: sono già commossa.
tanti saluti

io

Being Emo is not fair

Marzo 14, 2008

Messico: metallari e rocker si scagliano contro i gruppi di “emo”, 24 arresti, 4 feriti. Come comunicato da La Crónica de Hoy centinaia di metallari, “skate punk” e rocker hanno unito le forze per ripulire il centro della città di Querétaro, Messico, dai gruppi di giovani emo che erano soliti ritrovarsi in centro.